21 ottobre 2018
Aggiornato 00:00

La battaglia del frico prosegue: prima il Consorzio, poi l'Stg

Primi incontri con l'assessore regionale Shaurli: i produttori dovranno collaborare tra loro per perseguire l'ottenimento del marchio di Specialità tradizionale garantita. Va avanti la petizione on line
Il frico olandese e il frico di Del Missier
Il frico olandese e il frico di Del Missier ()

UDINE – La ‘battaglia’ per la difesa del frico friulano entra nel vivo. Dopo l’uscita allo scoperto dell’imprenditore Giovanni Del Missier e dopo l’avvio della petizione on line lanciata dal Diario di Udine, la questione è stata affrontata in ambito istituzionale, con del Missier che ha incontrato l’assessore regionale Cristiano Shaurli. Dalla Regione è arrivata la piena disponibilità ad appoggiare e affiancare i produttori di frico verso il riconoscimento del marchio Stg, Specialità tradizionale garantita. Scartata, invece, la possibilità di ottenere una denominazione Dop.

Il primo passo sarà la nascita di un Consorzio
Ora i produttori di frico del Fvg dovranno incontrarsi e mettersi in rete attraverso la costituzione di un Consorzio. A questo punto il loro peso sarà maggiore per affrontare la ‘battaglia’ dell’Stg. Un riconoscimento che, per ora, in Italia, è stato ottenuto dalla pizza napoletana e dalla mozzarella. Il prossimo prodotto a beneficiarne potrebbe essere il frico. Ovviamente sarà necessario individuare una serie di prodotti tipici del territorio friulano per la preparazione doc del frico friulano: il formaggio Montasio o la patata di Godia per fare solo alcuni esempi. Imposizioni che a qualcuno potrebbero non piacere, visto che alcuni tipi di frico sul mercato non sono preparati con l’impiego di prodotti friulani.

Pietanza a rischio scippo
Il frico sta correndo il rischio di diventare un marchio a uso esclusivo di società e multinazionali estere. Oltre alla cooperativa casearia olandese, infatti, anche la Cina si sta interessando al piatto per eccellenza dei friulani. Di recente, un produttore friulano ha registrato il marchio ‘Fricolandia’: il dominio su internet però, poco dopo la registrazione del marchio, se l’è accaparrato un cinese, segno dell’interesse per il prodotto tipico del Friuli anche dall’estremo Oriente.

Del Missier va oltre
Giovanni Del Missier non si accontenta: oltre al Consorzio e all’ottenimento dell’Stg vuole tentare di opporsi alla cooperativa olandese che commercializza i formaggi con il marchio Frico. «Non mi accontento della liberatoria ottenuta da altri produttori – afferma – si tratta di una resa agli olandesi: non mi accontento di vendere il nostro prodotto tipico con altre diciture. A me questo non interessa: non è una questione di business ma di principio. Il frico deve restare un marchio e una pietanza a uso esclusivo del Friuli e non dell’Olanda o di altri Paesi».