Prodotti di qualità

L’Istituto Nord Est Qualità di San Daniele (Ineq) certifica l’agnello sardo

L’istituto sandanielese è stato scelto all’unanimità da parte degli allevatori sardi. Ciani: «Il riconoscimento Igp è una garanzia per l’allevatore e il consumatore»

L'agnello sardo sarà 'controllato' dal Fvg (© )

SAN DANIELE - Ineq certifica le feste. Non solo quelle natalizie ma anche le prossime festività pasquali: recentemente, infatti, alla lunga lista di prodotti attestati dall’Istituto Nordest qualità di San Daniele si è aggiunto anche l’agnello sardo. Come detto, è già da molti anni che per le feste natalizie gli italiani portano in tavola Cotechino e Zampone di Modena Igp, prodotti certificati Ineq. La novità dunque è riferita al protagonista gastronomico della festa più importante della Chiesa cattolica, l’agnello. L’Istituto nord est qualità è il nuovo organismo di controllo designato dal Consorzio di tutela della Igp agnello di Sardegna.

«Si tratta di un ottimo risultato per il nostro istituto – riferisce il direttore Francesco Ciani – ma soprattutto per il made in Italy, visto che il suo successo nel settore agroalimentare passa anche attraverso le certificazioni di qualità. Il fatto che un prodotto abbia ‘passato’ tutta una serie di controlli previsti dai rigidi disciplinari Ue permette al consumatore di fare acquisti sicuri in fatto di qualità e di certezza dell’origine. Il riconoscimento Igp è una garanzia per l’allevatore e il consumatore». La scelta, che ha visto il voto unanime da parte degli allevatori sardi, è avvenuta agli inizi di dicembre a Macomer (Nu) nel corso dell’assemblea dei soci. Anche per l’agnello sardo, Ineq svolgerà il ruolo di ente terzo, privato, autorizzato dal ministero delle Politiche agricole, che ha il compito di verificare il rispetto del disciplinare di produzione attraverso il Piano dei controlli. E questo sarà espletato mediante verifiche a più livelli: in campagna, nei mattatoi e nei centri di lavorazione carni inseriti nel sistema Igp.

Il disciplinare per l’agnello prevede, in particolare, che l’animale provenga da pecore di razza sarda, deve essere nato, allevato e macellato in Sardegna, prevede altresì la vigilanza da parte del Consorzio di tutela sul corretto utilizzo del marchio nelle fasi di commercializzazione. In questa fase sul mercato vi è la supervisione del Consorzio di tutela e all’Icqrf, l’Ispettorato per il Controllo Qualità e Repressione Frodi del Ministero dell’Agricoltura effettuando il controllo di conformità delle comunicazioni ai consumatori rispetto a origine, metodo di produzione e caratteristiche del prodotto presenti in etichetta.

Come detto per Ineq l’agnello sardo è solo l’ultimo di una lunga serie di prodotti controllati: tra i prodotti controllati e certificati da Ineq le Dop Prosciutto di San Daniele, Prosciutto Veneto BE, Prosciutto Toscano, Prosciutto di Carpegna, Valle D’Aosta Jamon De Bosses e Lard d’Arnad, Salamini italiani alla cacciatora e Salame Brianza oltre alle Igp Prosciutto di Sauris, Mortadella Bologna, Cotechino Modena, Zampone Modena e Salame Cremona, cui si aggiungono la filiera Dop Cinta Senese e quelle lattiero casearie dei formaggi Dop Stelvio, Pecorino Romano e Pecorino Sardo. I servizi di Ineq si integrano con le esigenze di controllo e di certificazione delle stesso Dop Prosciutto di Parma, Prosciutto di Modena e Culatello di Zibello e Salame di Vari le Igp di Norcia, Amatriciano, Ciauscolo e Coppa di Parma.