L'iniziativa

Cyberbullismo: la polizia spiega come difendersi

Il 16 febbraio incontri nelle scuole superiori del Fvg: l’obiettivo è insegnare ai ragazzi a sfruttare le potenzialità comunicative del web e delle community online senza correre rischi

La Polizia ha presentato le iniziative per il cyberbullismo (© )

UDINE - Nell’ambito delle iniziative promosse per celebrare la giornata mondiale per la sicurezza informatica ‘Safer Internet Day 2016’, la Polizia Postale e delle Comunicazioni, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, ha organizzato una serie di incontri  sul tema del cyberbullismo che, in Friuli Venezia Giulia, si terranno il 16 febbraio a Trieste, Gorizia, Pordenone e Udine. In regione l’evento coinvolgerà le classi del biennio superiore del liceo scientifico 'Galilei' a Trieste, del lice 'C. Percoto' a Udine, dell'Isis 'D'Annunzio-Fabiani' a Gorizia, del liceo scientifico 'M.Grigoletti' a Pordenone.

Una vita da social è un progetto itinerante sviluppato dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni in collaborazione con il Miur e cofinanziato dalla Commissione Europea nell’ambito delle iniziative di Generazioni Connesse, che ha l’obiettivo di aiutare gli utenti della Rete a navigare in piena sicurezza e a gestire con consapevolezza e controllo i dati condivisi online. L’iniziativa ha anche una sua pagina Facebook, ‘unavitadasocial’, nella quale vengono riportate tutte le attività e le impressioni dei giovani studenti.
L’obiettivo delle attività di formazione è insegnare ai ragazzi a sfruttare le potenzialità comunicative del web e delle community online senza correre rischi connessi al cyberbullismo, alla violazione della privacy altrui e propria, al caricamento di contenuti inappropriati, alla violazione del copyright e all’adozione di comportamenti scorretti o pericolosi per sé e per gli altri.

«Nel 2015 abbiamo assistito a una leggera flessione dei reati legati al cyber bullismo, segno che la nostra attività e quella degli operatori del settore sta dando i primi frutti - dichiara la Alessandra Belardini, dirigente del Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni del Friuli Venezia Giulia -. Prevenzione e formazione sono gli strumenti più efficaci per far sì che i giovani imparino a navigare con prudenza in Internet e per aiutare, allo stesso tempo, i genitori e i professori a conoscere i mezzi a loro disposizione per proteggere i figli dai pericoli del web».

Dai dati in possesso della Polizia di Stato,  emerge che il 92% dei genitori italiani si è detto preoccupato della sicurezza online dei propri figli, e tre su quattro hanno dichiarato di aver preso precauzioni per proteggerli. Le misure più utilizzate dai genitori sono state le limitazioni all’accesso ad alcuni siti web (53%) e alle informazioni che postano su di loro sui propri social network (51%), insieme a quelle che i loro figli possono condividere con le loro cerchie di amici online (47%). Inoltre, il 42% dei genitori italiani ha dichiarato episodi di cybercrime subiti dai figli, i più frequenti dei quali sono stati il download di un virus sul loro pc o su quello della famiglia (20%), risposte a email di phishing (9%), episodi di smishing (la variante sms del phishing) e violazioni dei profili social (entrambe al terzo posto in classifica, con l'8% delle risposte).
In questo contesto, le maggiori preoccupazioni dei genitori riguardano per il 61% il timore che i propri figli possano dare troppe informazioni a sconosciuti, il 59% la paura che possano essere convinti con l'inganno a incontrare malintenzionati e il 53% che potrebbero subire atti di bullismo oppure molestie.