Proseguono le indagini tra depistaggi e smentite

Il ricordo di Regeni tra stadio e commemorazione partigiana

La foto del giovane ricercatore è apparsa sul maxischermo dello stadio Friuli prima della partita. E Serracchiani l'ha accostato «ai tanti che vollero credere alla possibilità di un mondo migliore e per questo morirono»

Giulio Regeni sul maxischermo dello stadio (foto Ansa) (© )

UDINE – Anche lo sport ha voluto rendere omaggio a Giulio Regeni, il ricercatore di Fiumicello barbaramente torturato e assassinato in Egitto. Prima del match con il Bologna sui maxi schermi dello Stadio Friuli sono apparse le immagini del ragazzo, con una foto finale di Regeni accompagnata dalla didascalia ‘Ciao Giulio!'. Scrosciante e commosso l’applauso dei tifosi presenti allo stadio in quel momento.

E sempre domenica, la presidente della Regione Debora Serracchiani, in occasione della cerimonia in ricordo dei 23 partigiani fucilati l'11 febbraio 1945 davanti al muro di cinta del cimitero di Udine, ha rivolto un pensiero «ai tanti che vollero credere alla possibilità di un mondo migliore e per questo morirono», ricordando figure come il giornalista Giancarlo Siani, ammazzato dalla camorra nel 1985; Giorgiana Masi, vittima diciottenne di un proiettile senza nome; Giulio Regeni, che «abbiamo accompagnato all'estremo giaciglio e al quale promettiamo: l'oblio non vincerà la sete di verità e giustizia che ci incalza la coscienza».

Sul fronte delle indagini, tra tentativi di depistaggio e nuove rivelazioni, si segnala un comunicato ufficiale pubblicato dal ministero dell’Interno egiziano, attraverso il quale una fonte del Dipartimento dell'informazione ha smentito le informazioni pubblicate dai media occidentali secondo le quali l'accademico italiano Giulio Regeni sarebbe stato arrestato da elementi appartenenti ai servizi di sicurezza prima della sua morte.