Indagine partita nel 2015

Contrasto allo spaccio di stupefacenti: 11 arresti e 8 kg di hashish sequestrati

Operazione della Polizia di Udine in tutto il nord Italia, che ha consentito anche di indagare 21 persone e di recuperare 100 grammi di marijuana e circa 96.000 euro frutto del traffico illecito

La droga sequestrata (© )

UDINE – E’ stata chiamata ‘Hamster2015’. E’ l’operazione mirata a contrastare il traffico e lo spaccio di hashish nella provincia di Udine, conclusa nella giornata di venerdì dalla Polizia di Stato. Brillanti i risultati conseguiti: 11 persone arrestate, di cui 9 in flagranza di reato, 21 quelle indagate, 8,1 kg di hashish sequestrati insieme a 100 grammi di marijuana e circa 96.000 euro frutto del traffico illecito.

L’operazione, avviata nel maggio del 2015 a seguito dell’arresto, in flagranza di reato, di tre giovani magrebini sorpresi ad occultare 5 chilogrammi di hashish all’interno dell’area verde ‘Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa’ di via della Faula a Udine, ha permesso di individuare i canali di approvvigionamento e la rete di distribuzione dello stupefacente.
L’indagine si è sviluppata con scrupolose attività investigative condotte dalla Squadra Mobile, coordinate dalla Procura della Repubblica di Udine, e ha consentito di individuare un soggetto marocchino abitante in Veneto che, periodicamente, riforniva i tre soggetti arrestati in quella circostanza di ingenti quantitativi di hashish; inoltre, si evidenziava che uno di questi, sebbene ristretto agli arresti domiciliari, continuasse a rifornire altri suoi connazionali dediti al micro spaccio di hashish nella zona di Borgo Stazione.

Durante uno di questi rifornimenti, ininterrotti anche dopo gli arresti di maggio, il 21 luglio 2015 veniva arrestato in flagranza anche il fornitore ‘veneto’, intento a trasportare dalla provincia di Treviso insieme a uno dei destinatari dello stupefacente, un giovane magrebino abitante a Udine, e a un kosovaro che fungeva da autista dell’auto, altri 3 chilogrammi di hashish destinati al mercato udinese.
Grazie a questo arresto è stato possibile risalire un ulteriore scalino nella scala d’importanza del traffico di hashish posto in essere, identificando un cittadino marocchino, formalmente residente nel Bellunese, ma di fatto operante tra le province di Treviso e Milano, quale soggetto in grado di trattare e movimentare quantitativi ancora più ingenti di hashish destinati a suoi connazionali dediti allo spaccio.

Il 28 luglio 2015, a Bollate, nel tentativo di intercettare uno di questi carichi proveniente dall’Olanda, personale della Squadra Mobile di Udine, in collaborazione con quella di Milano, procedeva all’arresto in flagranza di reato, dopo uno spericolato inseguimento, di due marocchini e un croato e al recupero di 91.440 euro in contanti, provento dell’illecito traffico di droga. In quella circostanza altri due uomini, non meglio identificati, riuscirono a fuggire.