L'amarezza dei vertici dei partigiani

«I nostri archivi sono aperti a tutti e non esistono fascicoli segreti»

Dino Spanghero, presidente dell’Anpi Udine, difende l'associazione dall'accusa di aver voluto nascondere l'esistenza di eccidi o fosse comuni tra Ipplis e Poggiobello. Indaga la Procura di Udine

Dino Spanghero (© )

UDINE – «I nostri archivi sono aperti a tutti e non esistono fascicoli segreti o top secret». Lo sostiene Dino Spanghero, presidente dell’Anpi Udine, riferendosi alle voci che vorrebbero addossare all’Associazione partigiana la volontà di occultare l’uccisione di decine di persone nei boschi tra Ipplis e Poggiobello. Una questione su cui la Procura di Udine ha aperto un’inchiesta.
«Ho personalmente chiamato i carabinieri che si stanno occupando dell’indagine – assicura Spanghero – mettendo loro a disposizione l’archivio. E non è stato necessario attendere un mandato o una richiesta specifica per farlo».

Spanghero respinge al mittente ogni allusione sul fatto che l’Anpi sia in qualche modo coinvolta nella vicenda. «Diffidiamo chiunque ad accusarci di aver voluto nascondere qualcosa – aggiunge il presidente provinciale –. Il nostro archivio è a disposizione di chiunque, com’è stato dal 1945 in poi, data di nascita dell’Associazione partigiani, e decine di studenti e studiosi l'hanno visitato senza limitazioni di sorta. Non permetteremo che si continui a gettare fango sul movimento partigiano: se c’è qualcosa di preciso, provato dai documenti, siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità. In caso contrario non riteniamo corretto continuare a sparare nel mucchio basandosi sui ‘si dice’ e sui ‘pare’. E’ in atto – evidenzia – una campagna fuorviante che ci amareggia».

Su possibili zone d’ombra nel movimento partigiano, Spanghero chiude così: «Ci sono sempre state, da qualsiasi parte e in qualsiasi periodo storico. Ne abbiamo avute anche noi. Per questo sosteniamo sia importante fare chiarezza: è un compito della storia ma anche nostro, che possediamo l’eredità di coloro che hanno combattuto per liberare il nostro Paese».