19 aprile 2021
Aggiornato 05:00
Il Far East Film Festival 18 anticipa un altro gioiello della line-up

Alla prossima edizione prima italiana per ‘Three Stories of Love’

Per la regia di Hashiguchi Ryosuke, la pellicola è una meravigliosa indagine sentimentale nella Tokyo di oggi

UDINE – Dopo aver annunciato ‘The Inerasable’, la splendida ghost story di Nakamura Yoshihiro, il Far East Film Festival di Udine anticipa un altro gioiello della diciottesima line-up: restiamo sempre in Giappone, una delle patrie più fertili del nuovo cinema asiatico, ma abbandoniamo il J-horror per un’opera espressamente d’autore. Ed ecco l’attesissimo ‘Three Stories of Love’ di ‘Hashiguchi Ryosuke’.  Uscito in patria lo scorso novembre per la ‘Shochiku Broadcasting’, il film appare subito – nei suoi 140 minuti – una lucidissima (e meravigliosa) indagine sentimentale costruita con un meccanismo narrativo quasi altmaniano. Sull’asfalto ruvido delle strade metropolitane, sotto i ponti e nelle periferie urbane, tre «personaggi in cerca d’amore» sono impegnati in una lotta quotidiana constante.

Tre storie, tre passioni
Dal mosaico di ‘America oggi’, dunque, al mosaico di tre storie che raccontano implacabilmente la passione nelle sue declinazioni più universali e dolorose (un uomo distrutto dall’assassinio della moglie, un avvocato gay che ama non riamato, una casalinga trascurata dal marito). Tre storie che si sfiorano e una tessitura geometrica che rivela tutta l’abilità di Hashiguchi Ryosuke, classe 1962, collezionista di premi e di talenti (oltre ad essere il regista di film ben impressi nella memoria, i cult ‘All Around Us’ del 2008 e ‘Hush!’ del 2001, è anche sceneggiatore, attore e romanziere). Come ‘0.5 MM’ di Momoko Ando (presentato al FEFF 17) o ‘Be My Baby’ di One Hitoshi (FEFF 16), tanto per fermarci a due esempi molto recenti, ‘Three Stories of Love’ – a Udine in prima italiana – restituisce perfettamente l’ampiezza delle scelte artistiche e stilistiche del Far East Film. Un Festival che, senza mai perdere di vista la propria vocazione popolare, ha sempre affiancato ai blockbuster e ai cult movie anche i migliori titoli d’essai offerti dal mercato orientale.