21 ottobre 2020
Aggiornato 23:00
Per dare ossigeno agli operatori turistici

E' arrivata la neve: Revelant chiede di prolungare la stagione dello sci

Il vicepresidente del Gruppo consiliare regionale Autonomia Responsabile vorrebbe andare oltre il termine fissato del 28 aprile. Per questo presenterà un'interrogazione a risposta immediata alla giunta

UDINE – Prolungare la stagione dello sci per dare ossigeno agli operatori del comparto turistico montano. A chiederlo è Roberto Revelant, vicepresidente del Gruppo consiliare regionale Autonomia Responsabile, che invita la giunta a posticpare la chiusura degli impianti, per ora fissata al 28 marzo.

«Non serve essere degli esperti del settore per rendersi conto che la stagione invernale in corso è stata a dir poco disastrosa a causa delle temperature miti, molto più simili a quelle autunnali/primaverili, e alla quasi totale assenza di precipitazioni nevose – evidenzia Revelant –. Le condizioni metereologiche avverse che hanno caratterizzato fin dal suo inizio questa stagione, hanno causato grosse perdite per gli operatori turistici e commerciali dell'area montana, in quanto anche gli sciatori più appassionati e quelli del week end sono stati scoraggiati dall'assenza di neve». «Le abbondanti nevicate di questi ultimi giorni, però – aggiunge – hanno dato un po' di speranza al comparto, ma hanno anche provocato danni e disagi, ed essendosi verificate prevalentemente nei week end hanno finora di fatto impedito la pratica dello sci nei giorni di maggior affluenza. Sarebbe pertanto un peccato non approfittare di questo momento favorevole chiudendo nei tempi previsti una stagione, già di per sè difficile».

Detto questo Revelant cita i precedenti delle scorse stagioni, quando la chiusura di piste e impianti cadeva con sì con le festività pasquali, ma a metà aprile. «Presenterò un'interrogazione a risposta immediata alla giunta per capire se intendano prolungare la chiusura della stagione sciistica: mi auguro  - conclude il consigliere di Autonomia Responsabile - che per il bene della ì montagna e dei suoi operatori economici la risposta sia positiva».