3 aprile 2020
Aggiornato 19:30
16 marzo, alle 14

Nanotecnologie e beni culturali: Workshop a Cividale

Nell’aula magna scuola media statale «Elvira e Amalia Piccoli», appuntamento promosso dal Consorzio Innova Fvg nell’ambito del progetto Nanocoat.
Apparentemente due discipline lontane, in realtà due materie che possono parlarsi
Apparentemente due discipline lontane, in realtà due materie che possono parlarsi

CIVIDALE - Le nanotecnologie alleate dei beni culturali. Un esempio concreto viene da Milano dove, nel corso dei lavori di recupero della facciata della chiesa 'Santa Maria Annunciata', progettata da Giò Ponti, sul gruppo scultoreo in metallo dell’’Annunciazione, dopo il restauro è stato applicato un innovativo film di silice non ancora sul mercato. Il rivestimento nanostrutturato, nella forma di un sol-gel, è frutto di un progetto che ha visto la collaborazione tra A.P.E. Research, Elettra Sincrotrone Trieste - realtà dell’AREA Science Park -  e Siltea.

Il pomeriggio di studi
Proprio il lavoro realizzato a Milano è uno dei temi al centro del workshop del progetto Nanocoat 'Nuove tecnologie per il recupero e la conservazione dei beni culturali', organizzato dal  Consorzio Innova Fvg  nell’Aula magna della Scuola Media Statale «Elvira e Amalia Piccoli» a Cividale del Friuli. Nel corso dei lavori verranno presentati i risultati dello studio relativo all’impiego delle nanotecnologie per il recupero e la conservazione dei beni culturali, realizzato dall’INSTM – Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e Tecnologia dei Materiali – attraverso la propria unità di ricerca dell’Università La Sapienza di Roma. Lo studio sarà illustrato dalla professoressa Maria Laura Santarelli, Direttore del Centro di Ricerca in Scienza e Tecnica per la Conservazione del Patrimonio Storico-Architettonico (CISTeC).  A.P.E. Research, azienda attiva nello sviluppo e nella produzione di strumentazione scientifica per l’analisi delle superfici  approfondirà il tema delle applicazioni della microscopia a scansione di sonda (SPM, Scanning Probe Microscopy) nel settore dei beni culturali. IPAC – Istituto Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia – e l’Università di Trieste presenteranno le attività ed i progetti realizzati nell’ambito della Scuola regionale per la conservazione e il restauro a Villa Manin di Passariano in collaborazione con gli atenei regionali. L’Università di Udine, infine, illustrerà le possibilità offerte dalla banca dati SICAR per la gestione della documentazione relativa ad analisi scientifiche e ad attività di restauro e dell’integrazione di questo database con il sistema di catalogazione regionale SIRPAC.