18 settembre 2019
Aggiornato 03:30
Verso una crisi diplomatica?

Caso Hypo Bank: Serracchiani attacca il governo austriaco

A rischio 300 posti di lavoro solo in Fvg. La governatrice chiede chiarezza e riferirà a Romala poco disponibilità dell’Austria a collaborare.
Serracchiani al tavolo con sindacati e giornalisti
Serracchiani al tavolo con sindacati e giornalisti Regione Friuli Venezia Giulia

UDINE – Ora basta. Dopo mesi di incertezze, false promesse, retrofront e colpi di scena, la Regione Fvg ha terminato la pazienza. «Chiediamo al Governo austriaco di dirci finalmente con trasparenza e chiarezza se intende liquidare la banca senza prendere in considerazione concrete e verificate possibilità di vendita sul mercato, salvando posti di lavoro e anche un asset importante in Friuli Venezia Giulia».
Lo ha affermato la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani in occasione dell'incontro con i rappresentanti sindacali di Hypo Alpe Adria Bank che si è tenuto a Udine.

In campo per salvare 300 posti di lavoro in Fvg
Scongiurare la messa in liquidazione della banca italiana e con essa l'interruzione dell'attività, significherebbe salvare le 26 filiali in Italia della banca e, contando anche i dipendenti della Heta Asset Resolution srl, 400 posti di lavoro a rischio, di cui 300 in Friuli Venezia Giulia.
«Seguiamo la situazione di Hypo Bank dal 2013 e la Regione ha lavorato intensamente ai massimi livelli istituzionali per scongiurare la liquidazione di Hypo Alpe Adria Bank spa da parte di Hbi Bundesholding Ag. Dobbiamo purtroppo riscontrare che, a fronte di impegni presi in una direzione di apertura dai vertici istituzionali del Governo austriaco, gli organismi tecnici che guidano la banca, che sono di nomina governativa, vanno invece in una direzione diversa se non opposta. E questo è un fatto che sconcerta e lascia senza risposte molti interrogativi».

Ripercorse le tappe della vicenda
La presidente ha ripercorso tutte le tappe di un percorso che ha visto la Regione seguire in modo pressante la questione sia a livello politico-istituzionale che tecnico, inclusi gli incontri con la Commissione europea, con i vertici del Governo italiano e della stessa società controllante a Vienna.
«La vicenda è stata oggetto di diversi incontri ufficiali, e di essa si è parlato qualche mese fa sia nel 'bilaterale' Italia- Austria a Bruxelles, sia in quello di Roma in cui il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha direttamente interessato il cancelliere austriaco», ha ricordato Serracchiani, ringraziando per tutto l'interessamento sia il ministro dell'Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan, il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, fino al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Manca la disponibilità del governo austriaco
«Nonostante le aperture che sono state date in questi luoghi istituzionali da parte del Governo austriaco, oggi credo di dover denunciare che appare mancata una disponibilità autentica del Governo austriaco e che si manifesta un completo disallineamento tra le autorità politiche e i vertici tecnici austriaci della banca, di nomina dello stesso ministro delle Finanze austriaco. Ritengo - ha aggiunto Serracchiani - che siamo arrivati a un punto davvero difficile dei nostri rapporti con il Governo austriaco e questo verrà riferito a tutti i livelli istituzionali».
La presidente ha annunciato che formalizzerà questa posizione della Regione con una lettera ai massimi vertici istituzionali italiani «e credo che, vista l’oggettiva disponibilità del nostro Paese ad accompagnare l'iniziativa austriaca davanti alla Commissione europea per trovare un soluzione, l'Austria debba cambiare atteggiamento», ha aggiunto.