22 novembre 2019
Aggiornato 06:30
Il rettore De Toni vuole dedicare qualcosa di significativo a Elisa

Entro giovedì la salma di Elisa sarà in Friuli

La conferma arriva dal sindaco di Venzone Di Bernardo. La mamma e la sorella della studentessa 24enne sono ancora in Spagna. La comunità friulana, commossa e sgomenta, si stringe attorno alla famiglia

VENZONE – Entro giovedì la salma di Elisa Valent sarà rimpatriata. Lo conferma il sindaco di Venzone, Fabio Di Bernardo, che sta seguendo l’evolversi della situazione. «La mamma e la sorella di Elisa sono arrivate lunedì sera poco dopo le 18 a Barcellona, accolte dal viceconsole italiano. Alle 20.30 si sono recate all’obitorio per il riconoscimento, accompagnate dal console italiano a Barcellona. Da stamattina siamo al lavoro per sbrigare la parte burocratica e accelerare il più possibile il rientro della salma. I corpi delle ragazze non torneranno tutte assieme in Italia – aggiunge Di Bernardo riferendosi alle sette studentesse italiane rimaste uccise nell’incidente di Tarragona –. Credo che Elisa potrebbe far ritorno tra martedì sera e giovedì».

Poi si dovrà organizzare il funerale. «Non credo che saranno esequie di Stato», afferma il sindaco, anticipando che il lutto, in paese, resterà in vigore anche nei prossimi giorni.
Una comunità, quella di Venzone, sconvolta dall’accaduto. «E’ una tragedia troppo grande – commenta – in questo momento la gente è incredula e fatica a assimilare il dramma di Elisa. C’è molto dolore. In tanti stanno facendo visita a papà Eligio, rimasto in Friuli, dimostrandogli la propria vicinanza. In questo momento – conclude Di Bernardo – il compito di un sindaco è quello di far rientrare prima possibile la salma di Elisa e di stare vicino alla sua famiglia».

A Elisa Valent ha fatto riferimento anche il rettore dell’Università di Udine, Alberto Felice De Toni. All’ateneo friulano, la 24enne di Carnia di Venzone, aveva conseguito, nel 2014, la laurea triennale in Filologia Moderna. «A Elisa Valent e agli altri studenti di varie nazionalità vittime di questo incidente, vorrei dedicare qualcosa di significativo, perché rappresentano la voglia di costruire oggi una nuova Europa basata non solo sulla moneta, ma anche sulla conoscenza, la cultura, la diversità e l'integrazione». Queste le parole pronunciate dal rettore, che ha anche aggiunto. «La mobilità degli studenti universitari, che nel caso di Elisa ha coinvolto gli atenei di Udine, Padova e Barcellona, è un grandissimo valore che dobbiamo comunque sostenere e proteggere».