Il ricordo degli amici

In 2 mila per l'ultimo saluto a Elisa Valent

Nella piazza di Venzone celebrato il rito civile per la comparsa della studentessa 24enne. Grande commozione e partecipazione. Tra i presenti anche Serracchiani e Zappalorto

Il feretro della giovane studentessa (© Diario di Udine)

VENZONE – Dolore, commozione, compostezza. Venzone e tutto il Friuli hanno salutato Elisa Valent per l’ultima volta, partecipando in massa al rito civile ospitato nella piazza principale di Venzone. Almeno 2 mila persone hanno preso parte al rito, con gli amici della ragazza morta domenica scorsa nell’incidente di Tarragona (con lei sono scomparse altre sei studentesse Erasmus italiane), hanno ricordato la figura della 24enne: semplice, studiosa, solare, amante della vita. C’erano i compagni di Università di Padova, gli amici della banda (Elisa era una majorette), gli amici di sempre.

Accanto ai famigliari, papà Eligio, mamma Anna e la sorella Sara, c’era il sindaco Fabio Di Bernardo, che in questi ultimi giorni è stato molto vicino alla famiglia di Elisa, facendosi carico del disbrigo delle pratiche burocratiche per il rientro della salma dalla Spagna. Presenti al rito anche la presidente della Regione Debora Serracchiani e il prefetto Vittorio Zappalorto. Numerosa ma discreta la presenza delle forze dell'ordine, oltre che dei volontari della Protezione civile.

Una cerimonia molto toccante, con immagini e video proiettati sulla loggia della piazza, e con gli amici che hanno voluto far ascoltare la voce di Elisa mentre cantava. Un dolore immenso per la comunità locale, ma sempre composto, dignitoso, misurato.
Ora le persone dovranno continuare a stare vicine alla famiglia di Elisa, aiutandola ad affrontare un momento tremendo e destinato a lasciare un segno indelebile nell’esistenza di tutti coloro che hanno conosciuto davvero la giovane studentessa, condividendo attimi di vita ed emozioni. 

L'arrivo del carro funebre

L'arrivo del carro funebre (© Diario di Udine )

Zappalorto, Serracchiani e Di Bernardo

Zappalorto, Serracchiani e Di Bernardo (© Diario di Udine )