Chiamata in causa anche la dimissionaria Madia

Nuovo esposto del Comitato per il Friuli Rurale contro l'elettrodotto

Il presidente del sodalizio, Aldevis Tibaldi, ha presentato un esposto alla procura di Roma denunciando il fatto che i lavori da parte di Terna siano proseguiti anche dopo lo stop intimato da una sentenza del Consiglio di Stato

Uno dei piloni dell'elettrodotto stoppato dal Consiglio di Stato (© Diario di Udine)

UDINE – Il Comitato per la Vita del Friuli Rurale torna all’attacco contro l’elettrodotto tra Udine Ovest e Redipuglia. Il presidente del sodalizio, Aldevis Tibaldi, ha presentato un esposto alla procura di Roma denunciando il fatto che i lavori da parte di Terna siano proseguiti anche dopo lo stop intimato da una sentenza del Consiglio di Stato.

«I lavori, per quanto abusivi – scrive Tibaldi – sono proseguiti incessantemente senza autorizzazioni di sorta nonostante i ripetuti  esposti presentati alla Procura della Repubblica e al Prefetto di Udine dallo scrivente, nonostante i richiami rivolti alle amministrazioni comunali direttamente interessate dalle opere e nonostante la inevasa segnalazione rivolta da queste ultime all'esecutivo regionale in relazione ai doveri di vigilanza che a loro parere a essa competono». Interventi «abusivi» segnalati da Tidaldi anche in data 15 marzo 2016.
Il presidente del Comitato per la Vita del Friuli Rurale se la prende anche con il Mise, il Ministero dello Sviluppo Economico, per aver di fatto ‘sanato’ le opere già realizzate da Terna, pur in assenza di un’attribuzione di pubblica utilità. Non solo, secondo Tibaldi ci sarebbero delle irregolarità anche nel trasferimento delle proprietà terriere dai privati a Terna e nella formulazione del nuovo bando nella parte in cui considera ‘fatta salva’ dal Consiglio di Stato la Valutazione di Impatto Ambientale (Via).

«La società proponente – continua Tibaldi – si è sentita autorizzata a non considerare ogni possibile soluzione progettuale alternativa sotto il profilo tipologico e di tracciato, quale avrebbe dovuto contemplare in esito alla citata sentenza e allo stato dell'arte.Tutto ciò premesso, non può dunque tacersi la perdurante grave lesione dei diritti costituzionali e il tentativo di aggirare la sentenza del superiore Tribunale amministrativo, tale garantito dall'azione di un dicastero retto da un ministro appena dimessosi in conseguenza delle note vicende relative al conflitto di interessi, il cui genitore, in quanto titolare della Ducati Energia S.p.A., risulta essere in costanti relazioni di affari con Terna».