Emergenza immigrazione

Udine: i primi 60 migranti trasferiti nell'ex caserma Friuli

Dopo la Cavarzerani, apre un nuovo centro di accoglienza in città. L'ira della Lega: «Più caserme si aprono più clandestini arrivano»

Migranti nelle ex caserme di Udine (© Diario di Udine)

UDINE – Dopo la Cavarzerani, a Udine apre un nuovo centro di accoglienza migranti. Si tratta dell’ex caserma Friuli in via Pastrengo. I primi 60 profughi sono già stati trasferiti lì, alleggerendo la pressione dalle strade (e dai sottopassi) di Udine. La Cavarzerani, ormai, è stracolma, con circa 500 richiedenti asilo ospitati (senza contare il gruppo già partito per la Lombardia). E gli arrivi proseguono, al ritmo di 20 o 30 persone al giorno, dalla frontiera di Tarvisio.
Una situazione che ha fatto letteralmente infuriare la Lega Nord, con Alessandro Ciani (vicesegretario Fvg) e Stefano Mazzolini (responsabile sicurezza per il Carroccio) che attaccano.

L’ex caserma Friuli
La sua apertura è stata disposta dal prefetto Vittorio Zappalorto. Attualmente è di proprietà del Comune di Udine dopo la cessione del Demanio. Stando al piano di accoglienza messo a  punto dalle istituzioni, potrà accogliere 150 profughi. Ma i lavori non sono ancora ultimati e quindi i primi 60 migranti vi hanno trovato rifugio ‘in emergenza’, supportati dai volontari della Croce Rossa. E’ probabile che l’ex caserma diventi operativa entro la fine di maggio. Nel frattempo si punta a ricavare altro spazio alla Cavarzerani, ristrutturando un'altra vecchia palazzina.

L’ira della Lega
«Per sistemare le caserme e dare accoglienza ai profughi i fondi si trovano subito. E’ una vergogna, soprattutto perché i nostri comuni da anni combattono contro il Patto di Stabilità che non gli consente di investire un euro». Le parole sono di Alessandro Ciani e Stefano Mazzolini. «Fa male vedere Udine ridotta in questo stato – aggiungono – sporcizia e incuria ovunque, decine di persone accampate qua e là, sicurezza a rischio. In questo contesto il sindaco Honsell che fa? Si preoccupa di fare testamento biologico e di cambiare i lampioni della città. E al decoro di Udine chi ci pensa? E alla sicurezza dei suoi cittadini?».
Mazzolini e Ciani non usano mezzi termini per criticare la scelta di aprire anche la Friuli per dare ospitalità ai migranti. «La soluzione Cavarzerani doveva essere temporanea: abbiamo visto cosa sta diventando. Per la Friuli sarà lo stesso? Più caserme si aprono più clandestini arrivano».