Caso Regeni

De Monte: «Da Egitto serve maggiore chiarezza e meno attenzione a effetti mediatici»

Incontro con una delegazione di deputati egiziani al Parlamento Europeo. L'europarlamentare friulana chiede i valutare l’inserimento dell’Egitto tra le destinazioni pericolose e sconsigliate ai cittadini europei

Delegazione egiziana ricevuta a Bruxelles (© De Monte)

FIUMICELLO - «Come eurodeputati italiani, non smetteremo mai di chiedere all’Egitto verità e giustizia per Giulio Regeni. Lo abbiamo ribadito ai parlamentari egiziani in visita a Strasburgo, che però sono sembrati più che altro interessati alle ripercussioni negative della vicenda sull’economia e sul turismo nel loro Paese». Lo afferma l’europarlamentare del Pd, vice capodelegazione italiana nel gruppo S&D, Isabella De Monte, presente a un confronto tra deputati italiani ed egiziani al Parlamento Ue, nella Delegazione per le relazioni con i Paesi del Mashreq durante il quale si è discusso ampiamente del caso Regeni.

Secondo De Monte «i deputati egiziani hanno espresso solidarietà all’Italia per la morte del nostro connazionale, condannando un fatto che hanno definito grave e odioso e garantendo la massima attenzione sull’operato del loro Governo e dei servizi segreti, ma hanno seguito la linea del presidente al Sisi, accusano gli organi di informazione di aver trasformato un omicidio in un caso mediatico. Da parte egiziana – continua De Monte – è stata espressa la forte preoccupazione per le ripercussioni economiche sui rapporti tra i due Paesi, in particolare in campo turistico».

«E’ un atteggiamento lontano da quello che ci aspettavamo – osserva De Monte – e che non agevola di certo l’individuazione dei responsabili di questo delitto brutale e la loro piena condanna. Anzi – continua – proprio sul fronte del turismo, ribadisco quanto contenuto nell’interrogazione che ho presentato all’Alto rappresentante per la Politica estera dell’Ue, Federica Mogherini, in cui chiedo di valutare l’inserimento dell’Egitto tra le destinazioni pericolose e sconsigliate ai cittadini europei».