Funzioni operative dal primo luglio

15 aprile: nascono le Unioni Territoriali Intercomunali

Qualche pezzo si è perso strada facendo, ma nonostante tutto la riforma degli enti locali è diventata realtà. Per ora i Comuni che hanno approvato lo Statuto delle Uti sono 145 su 216, circa il 67% del totale

La riforma delle Uti è realtà (© Diario di Udine)

UDINE – Non è proprio com’era stata immaginata all’inizio. Qualche pezzo si è perso strada facendo, ma nonostante tutto la riforma degli enti locali è diventata realtà. Il 15 aprile è la data ufficiale di costituzione delle Unioni territoriali intercomunali. Per ora i Comuni che hanno approvato lo Statuto delle Uti sono 145 su 216, circa il 67% del totale. In termini di abitanti, essi ne rappresentano 920.106 su 1.218.985 (dati censimento Istat 2011), cioè più del 75% dei cittadini del Friuli Venezia Giulia. «Quella di oggi è una giornata storica che segna, con l'avvio ex lege delle Unioni territoriali intercomunali, il primo passo del cammino verso il riordino del sistema Regione-Autonomie locali del Friuli Venezia Giulia». A dirlo è stata la presidente della Regione Debora Serracchiani commentando l'avvio ufficiale delle 18 Uti, riforma che prende le mosse dalla legge regionale 26 del 2014. Una riforma su cui pende ancora il pronunciamento del Tar in seguito ai ricorsi presentati dai sindaci ‘ribelli’.

La calendarizzazione dell'avvio delle Uti prevede che entro il 20 aprile il sindaco del Comune più popoloso di ciascuna Unione territoriale intercomunale convochi l'Assemblea, durante la quale nominare il presidente. La decorrenza dell'esercizio delle funzioni comunali in forma associata tramite l'Unione o avvalendosi della stessa, avverrà a partire dal 1 luglio.
«C'è ancora la possibilità di dialogare con coloro che ancora non sono convinti della riforma, come dimostrano gli incontri al tavolo politico. Ci auguriamo che si comprendano gli effetti positivi che questa riforma può dare in termini di risparmi, efficentamento dei servizi e anche di riordino del nostro sistema territoriale, visto che ormai è avviato anche il percorso del superamento delle Province. Ciò significa che dobbiamo riadattare il sistema, con la riassegnazione delle deleghe e delle funzioni, rafforzando i Comuni».

Per l'assessore regionale alle Autonomie locali Paolo Panontin quella che inizia è solo la prima parte di un percorso. «Confido che, con pazienza ed esercitando ogni possibile forma di mediazione, con il fondamentale aiuto dell'Uncem e dell'Anci del Friuli Venezia Giulia, si possa portare in un futuro prossimo anche la minoranza dei Comuni oggi contrari ad abbracciare questa nuova esperienza. Quanto da noi attuato con la legge regionale 26/2014 si sta allargando a macchia d'olio in tutte le Regioni italiane ed è presente in gran parte dei Paesi europei».
Panontin spiega inoltre quale sia il significato di questa riforma che da oggi prende corpo. «I Comuni - spiega l'assessore alle Autonomie locali - gestiranno in forma associata alcune funzioni e servizi ai cittadini in nome del principio che ‘l'unione fa la forza’. Al tempo stesso programmeranno lo sviluppo del territorio in un ottica di area vasta. In regione, ad esempio, nella gestione dei servizi sociali, si è già sperimentato con successo questa formula; i sindaci e gli amministratori hanno potuto così toccare con mano come la gestione associata delle funzioni porti a un miglioramento netto e a un ampliamento della quantità e qualità dei servizi offerti ai cittadini, oltre che risparmi di spesa certi».