40° anniversario

“Friuli 1976 – 2016. Epicentro di saperi”: l’UniUd ricorda il terremoto

Filo conduttore del programma è la memoria storica dell’evento e il contributo innovativo fornito dall’Ateneo allo sviluppo culturale, economico e sociale della regione, come previsto dall’articolo 1 del suo Statuto

Il logo ufficiale delle celebrazioni (© università di Udine)

UDINE – Sono oltre quaranta le iniziative organizzate per il quarantennale del terremoto in Friuli dall’Università di Udine, istituita per volontà popolare come una delle azioni fondamentali della ricostruzione. Il calendario delle attività previste è intitolato«Friuli 1976 – 2016. Epicentro di saperi», con un logo studiato per l’occasione. Filo conduttore del programma è la memoria storica dell’evento e il contributo innovativo fornito dall’Ateneo allo sviluppo culturale, economico e sociale del Friuli, come previsto dall’articolo 1 del suo Statuto. Fino alla fine dell’anno le iniziative interesseranno Udine, Gemona del Friuli, Gorizia, Pordenone e Venzone. Il calendario è disponibile online sul sito internet dell’Ateneo e sarà via-via aggiornato con eventuali integrazioni o variazioni. L’Ateneo infatti è ancora disponibile ad arricchirlo con nuove proposte provenienti dal territorio e dalla comunità accademica.

Due gli eventi dal valore simbolico
Il primo, venerdì 6 maggio, data della prima grande scossa del 1976, sarà il «Safety Day». La comunità universitaria dei tre poli di Udine, Gorizia e Pordenone verrà chiamata nel corso della mattina a una prova di evacuazione generale di tutte le sedi. Al rientro, studenti e docenti parteciperanno a incontri su sicurezza e prevenzione, e per riflettere sui valori che allora consentirono alla popolazione colpita dal sisma di riprendersi e rinascere, e che ancor oggi possono essere un riferimento per gli amministratori pubblici e la classe dirigente in generale.

Il secondo, dal 12 al 18 settembre, a Portis Vecchio in Comune di Venzone, sarà l’esercitazione internazionale SERMex 40°, l’International training school in Seismic Emergency Response management organizzata da Ateneo, Protezione civile regionale, Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, Comune di Venzone e Associazione Sindaci Terremoto. L’esercitazione si terrà nella località abbandonata dopo il terremoto, ma che presenta ancor oggi uno scenario realistico per addestramenti in scala reale su edifici danneggiati dal sisma. Il pubblico potrà assistervi grazie a spazi appositamente allestiti.

Le iniziative proseguiranno a luglio
Inoltre, diverse iniziative si terranno nell’ambito della seconda edizione di Conoscenza in festa, il festival dei nuovi saperi, promosso dalla Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui), che si terrà a Udine dal 1° al 3 luglio. «Il programma – ha spiegato Stefano Grimaz – vuole richiamare in modo simbolico il Dna della nostra Università, nata come strumento di rinascita dopo il disastroso terremoto del 1976. In risposta a tale epicentro di distruzione con il nome "Epicentro di Saperi" l'Ateneo vuole sintetizzare il ruolo che ha avuto ed intende ancora avere per lo sviluppo sociale, economico culturale del territorio friulano». Tutti gli eventi organizzati dall’Università di Udine sono inseriti anche nell’ambito del programma «Identità e rinascita. 1976-2016, il Friuli Venezia Giulia a quarant'anni dal terremoto», promosso dalla Regione Friuli Venezia Giulia. L’Ateneo partecipa inoltre ad alcuni eventi ufficiali in raccordo con enti e istituzioni a livello regionale.

Al polo universitario di Gorizia
A Gorizia saranno gli studenti i protagonisti delle attività previste per il quarantennale. Al centro delle iniziative il tema della comunicazione del rischio. In particolare, «un gruppo di lavoro – ha spiegato Nicoletta Vasta – si occuperà della leggibilità e dell’efficacia comunicativa dei segnali di emergenza e delle procedure di evacuazione predisposti dall’Università, con analisi, proposte migliorative e di buone pratiche. Sarà inoltre attivato un percorso laboratoriale che studierà l’attività svolta, soprattutto tramite social network e nuove tecnologie, dai gruppi di partecipazione attiva nel medio-lungo periodo, al di là delle situazioni di stretta emergenza».

Al polo universitario di Pordenone
A Pordenone l’Ateneo «caratterizzerà l’anniversario con due iniziative di particolare valenza scientifica», ha sottolineato Gian Luca Foresti. «Il laboratorio Nume, diretto da Leopoldina Fortunati, si occuperà dell’uso delle tecnologie multimediali per l’analisi delle procedure di evacuazione, in particolare – ha spiegato Foresti – con il confronto tra un’evacuazione programmata e una non programmata; il laboratorio Avires sta invece progettando e realizzando una applicazione, denominata Athena, per la gestione delle emergenze in edifici e aree pubbliche».