Il 25 aprile

‘Udine Free Bike’: in sella per un futuro libero dal pregiudizio

La prima edizione, completamente gratuita, ma aperta a un numero limitato di partecipanti, è una pedalata ecologica e turistica che si snoda fra le strade della città e dei comuni limitrofi. Lo scopo è quello di promuovere il benessere psicofisico e sociale delle persone con disturbi mentali o dipendenze patologiche

Udine Free Bike, unanuova pedalata in città (© Comune di Udine)

UDINE - Liberi. Così dovremmo sentirci tutti. Diciamocelo. Ma molti così, non si sono mai sentiti. Questi molti sono spesso persone che soffrono di disturbi mentali o di dipendenze patologiche. Proprio per loro e proprio con loro, il prossimo 25 aprile è in programma la prima edizione di ‘Udine Free Bike’: in sella per un futuro libero dal pregiudizio. Tre gli obiettivi principali dell’iniziativa – che prenderà il via alle 9.30 dal parco di Sant’Osvaldo -: innanzitutto stimolare l’integrazione di queste persone attraverso l’ambito sportivo; non meno importante sensibilizzare la popolazione, quindi favorire la libera comunicazione mettendo in relazione le persone in contesti di vita quotidiana. Perchè, come sottolineato dalla dottoressa Antonella Vio, responsabile del Centro di Salute Mentale di Cividale è «importante l’integrazione fra il ‘dentro’ e il ‘fuori’. Importante che le persone si sentano a proprio agio ovunque. È con iniziative come questa che si fa salute mentale. Quindi sarà un bellissimo modo di festeggiare una data importante come il 25 aprile».

Ciclisti per caso e per passione
Obiettivi certamente ambiziosi ma non irraggiungibili se si pensa poi al ‘team’ che ha consentito di realizzare questa manifestazione: la squadra corse ‘Cussigh Bike’, odv onlus ‘Trallalla' Fvg, Comune di Udine (nell’assessorato alle Attività Produttive e al Turismo, e in quello allo Sport, all’Educazione e agli Stili di Vita), in collaborazione con Ass 4 ‘Friuli Centrale’ – dipartimenti di salute mentale e delle dipendenze -, cooperativa sociale Co.S.Mo – comunità terapeutica ‘Meta’ – e con il contributo di Abs acciaierie Bertoli Safau Spa. Un evento che per giunta vanta un testimonial d’eccezione: Davide Cimolai, il giovane e noto ciclista di Vigonovo di Fontanafredda che si è detto «felice di essere testimonial di un’iniziativa tanto importante e che sicuro crescerà negli anni». Assieme agli utenti dei dipartimenti di salute mentale e delle dipendenze dell’Ass 4 ‘Friuli Centrale’, dei centri di salute mentale di Udine nord e sud, Tarcento e Cividale, e del Sert diurno ‘Meta’ - che si sono anche occupati della grafica che caratterizza la biciclettata -  pedaleranno infatti ciclisti più o meno esperti ma in un numero limitato, per motivi organizzativi.

Unione (d’intenti) fa la forza
A parlare proprio degli aspetti organizzativi Eleonora Meloni - consigliera comunale di Udine e delegata del quartiere San Paolo-Sant'Osvaldo, parte attiva nella realizzazione dell'evento - assieme a Enzo Cussigh il quale ha spiegato come «È la prima volta che mi trovo a progettare una gara per uno scopo così importante a livello sociale, per mettere in luce una problematica che è radicata sul nostro territorio». Un’iniziativa ritenuta particolarmente interessante anche dall’assessore alle Attività Produttive e al Turismo del Comune di Udine, Alessandro Venanzi, che ha sottolineato come «mettiamo insieme realtà che parlano sotto traccia. É importante affrontare temi come questo, ed è bene farlo in modo così diretto e fruibile da chiunque». Venanzi non ha nascosto: «Mi piacerebbe potesse essere un’esperienza capace di rafforzarsi nel tempo». E cogliendo una provocazione ha precisato «speriamo che da questo gruppo di intenti torni a rivivere anche Udine Pedala». Un progetto, ‘Udine Free Bike’, «che coniuga molti aspetti, ma uno su tutti, quello della salute. – Ha ricordato il dottor Francesco Piani, direttore del Dipartimento delle Dipendenze di Udine -  Sarà un’occasione di svago e di divertimento, che unirà chi è in difficoltà e chi invece non lo è». Il focus a suo avviso è anche quello, più ampio, del «concetto di movimento come elemento di prevenzione. Vogliamo promuovere – ha ricordato – una presa di coscienza e una buona pratica di salute per tutti i cittadini. Il Parco di Sant’Osvaldo, poi – ha concluso - ha un significato particolare, è l’ex manicomio, ha quindi un passato triste, ma è un luogo bellissimo».

Convivialità e beneficenza
E proprio da Sant’Osvaldo si partirà in direzione Lumignacco, «seguendo rigorosamente il codice della strada». I ciclisti arriveranno sino al parco dell’Abs dove saranno accolti da un breve ristoro, quindi la marcia riprenderà in direzione, nuovamente, di Sant’Osvaldo lì l’appuntamento si concluderà con un pranzo. Al momento dell’iscrizione (gratuita), inoltre, i partecipanti riceveranno una maglietta e una medaglia ricordo. Tutte le offerte che saranno raccolte, invece, avranno scopi benefici.