In piazzale Cavedalis

Verso il 25 aprile: «scaramucce» tra Lotta Studentesca e Anpi

Il movimento giovanile di Forza Nuova posiziona una serie di ‘croci funebri’ a ridosso del monumento partigiano. Per l'anti si tratta di «un atto vergognoso, di stampo fascista»

Le croci posizionate a ridosso del monumento partigiano (© Lotta Studentesca)

UDINE – Con l’avvicinarsi del 25 aprile, giorno in cui si festeggia la Liberazione dell’Italia dalle forze nazi-fasciste, polemiche e scaramucce politiche non mancano mai. Quest’anno, ad alzare i toni, ci ha pensato il movimento giovanile ‘Lotta Studentesca’ (espressione dei giovani di Forza Nuova e della destra radicale), che ha posizionato una serie di ‘croci funebri’ a ridosso del monumento partigiano di fronte all’istituto Zanon di Udine. Una provocazione portata con le fotografie di donne, uomini e bambini torturati e giustiziati dai partigiani durante la guerra o negli anni immediatamente successivi. «La retorica sulla resistenza, i partigiani e le favole che ci vengono raccontate dai vincitori ci hanno stancato!», si legge in un comunicato di Lotta Studentesca. Immediata la replica dell’Anpi, l’Associazione partigiani di Udine: «Un atto vergognoso, di stampo fascista e che si commenta da solo».

Una scelta non casuale quella di Lotta Studentesca, e non solo perché mancano pochi giorni al 25 aprile, ma soprattutto per il luogo scelto. Il monumento in memoria alle donne della Resistenza friulana di piazzale Cavedalis, a pochi passi dall’istituto Zanon, dove ogni giorno transitano migliaia di studenti prima di recarsi in aula.
«Sappiamo bene chi erano i partigiani e sappiamo bene quali orrori essi hanno compiuto – aggiungono i componenti di Lotta Studentesca –. Vogliamo combattere questo indottrinamento antifascista perpetuato da professori carichi di ideologia e da associazioni inutili come l'Anpi. Dopo settant'anni è ora di raccontare la storia  della Resistenza in modo meno ideologico e fazioso, e lasciare che siano i ragazzi a prendere posizione, senza le pressioni del ‘politicamente corretto’. Se qualcuno pensa che la nostra azione sia un vilipendio alla Resistenza, si ricordi che è grazie alla pressione e alla lotta per la verità, che si parla di foibe o che si iniziano a leggere testi storici sulle ombre della Resistenza partigiana. Noi studenti non omologati non presteremo il fianco alla dottrina dei fazzoletti rossi».

Sulla vicenda, l’Anpi ha replicato: «Ci sono molti modi per esprimere e far valere le proprie opinioni, ma questo gesto rappresenta uno sfregio alle donne non solo della Resistenza ma dell’intera società civile».