La presa di posizione

Legambiente vuole la demolizione della parte di elettrodotto già costruita

In alternativa, l'associazione ambientalista suggerisce di sfruttare le tecnologie esistenti per interrare la linea sfruttando il sedime della terza corsia autostradale fino a Palmanova

La parte di elettrodotto già realizzata (© Diario di Udine)

UDINE – Una 'scorciatoia', un  tentativo di arrivare a un ‘sostanziale condono’ del già eseguito, recependo le raccomandazioni previste dalla precedente procedura di Via, in modo da concludere al più presto e senza ulteriori scossoni l'opera già realizzata per circa l'80%. Così Legambiente Fvg considera  il nuovo Studio d'Impatto Ambientale (Sia) proposto da Terna SpA per far ripartire l'iter dell'elettrodotto tra Redipuglia e Udine. 
«A tutti è nota la situazione dell’opera, avviata senza attendere il pronunciamento del Consiglio di Stato e bloccata dallo stesso per due questioni principali – chiariscono da Legambiente – le modalità di attraversamento di aree ambientalmente tutelate e la carenza di motivazione in merito alla esclusione dell’alternativa di interramento dei cavi della linea elettrica».

Le due strade percorribili
Legambiente Fvg ritiene che per la nuova procedura di Via possano esserci due sole alternative: considerare l’attuale procedura di Via come una sostituzione di quella precedente e, quindi, rispondere ora per allora alle manchevolezze e incongruenze sollevate dal Consiglio di Stato in relazione al Sia del 2008. In questo caso, se le integrazioni portate da Terna SpA sono ritenute sufficienti e adeguate, l’opera si completa, pur magari con ulteriori prescrizioni; oppure, in caso di permanente carenza di motivazioni, viene negato un parere positivo di Via. L’opera quindi non viene autorizzata e si pone l’obbligo di demolizione di quanto finora realizzato. Legambiente Fvg ritiene che logicamente e anche giuridicamente la strada da percorrere sia la seconda.

L'altenativa è l'interramento
Pertanto Legambiente propone, come prima soluzione, il revamping (ammodernamento e potenziamento) delle linee esistenti (132 e 220 kV) e la realizzazione, come già previsto, della ‘Divaccia - Salgareda’, non ravvisando la necessità del nuovo collegamento aereo a 380 kV, in doppia terna, tra Redipuglia e Udine Ovest.
Qualora permanesse, per i motivi più diversi, la volontà di realizzare una nuova linea di trasporto elettrico ad alta capacità tra Redipuglia e Udine Ovest, adesso vi sono le tecnologie e le opportunità per realizzare – come soluzione di ripiego – un collegamento interrato da 500 MW in corrente continua e sfruttando il sedime della terza corsia autostradale fino a Palmanova e in adiacenza all'autostrada A23, e poi di strade di livello inferiore, fino a Codroipo.