La presa di posizione

Lo striscione della Brigata Ebraica, al corteo del 25 aprile, non ci sarà

Una rappresentanza di cittadini sarà presente solo alla commemorazione nel cimitero anglo-americano di Adegliacco, ma niente sfilata per il centro di Udine

La commemorazione del 25 aprile nel cimitero di Adegliacco (© Diario di Udine)

UDINE – Lo striscione della Brigata Ebraica non ci sarà alla cerimonia del 25 aprile organizzata nel centro di Udine. L’annuncio è stato dato dal sociologo udinese Marco Orioles su Facebook, che insieme e Elio Cabib fa parte del Comitato Pro Brigata Ebraica.

«In solidarietà con l’Aned (Associazione nazionale ex Deportati nei Campi Nazisti) e con l’associazione Brigata Ebraica di Roma, che hanno deciso di non partecipare al corteo del 25 Aprile nella Capitale e di non portare con sé lo striscione della Brigata Ebraica a causa del clima intimidatorio creato strumentalmente dai sostenitori della causa palestinese – scrive Orioles –  anche noi privati cittadini udinesi, che abbiamo più volte sfilato nel corteo udinese esibendo lo striscione della Brigata Ebraica, scegliamo di non scendere in piazza il 25 aprile nella nostra città, optando per partecipare alla commemorazione che si terrà nel cimitero del Commonwealth di Tavagnacco alle 11».

Una scelta di solidarietà, come evidenzia Orioles: «Ci uniamo agli amici di Roma nell’auspicare che la ricorrenza del 25 aprile sia occasione per unire e non per dividere il popolo italiano, e nel deplorare chi ne approfitta per fomentare uno scontro ideologico che nulla ha a che vedere con i fatti che saranno ricordati. Ci troviamo nelle condizioni di dover esprimere anche quest’anno sconcerto per l’atteggiamento di alcuni soggetti che approfittano del 25 aprile per attaccare gli ebrei italiani e gli amici del popolo israeliano, ignorando così il fondamentale contributo che essi diedero alla liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Condividiamo pienamente le parole dell’Aned quando sottolinea come sia inaccettabile che ‘lo spirito e i significati del 25 aprile, della Resistenza, della Liberazione, della Repubblica, della Costituzione e del voto alle donne vengano così totalmente snaturati e addirittura fatti divenire atto di accusa contro le vittime stesse del nazifascismo’. Ci auguriamo – conclude – che nei prossimi anni il 25 aprile possa essere celebrato in un clima di concordia e nell’assenza di gesti di intolleranza che non possono appartenere a una giornata dedicata a ben altro.