I luoghi dell'eccidio

Porzûs: avviato l'iter per la cessione delle malghe all'Apo

Si tratta di una restituzione naturale di quelle strutture, luoghi di profondo significato per quanto hanno rappresentato nella lotta per la libertà, all’Associazione Partigiani Osoppo-Friuli

La lapide a ricordo delle vittime di Porzus (© Wikipedia)

UDINE - La Provincia di Udine ha avviato l’iter per la cessione del compendio delle malghe di Porzùs all’Apo, l’Associazione Partigiani Osoppo-Friuli. La giunta provinciale, nel corso dell’ultima seduta, ha approvato la devoluzione della proprietà, acquisita a titolo gratuito come donazione da Giorgio Zardi (e dalla consorte Sgoifo Solidea) il quale agiva in nome e per conto dell’Apo, essendone il presidente pro tempore. La delibera del Consiglio provinciale in cui si disponeva di accettare la donazione è del 14 novembre 1983, l’atto formale è dell’11 giugno 1984 (al rogito ha provveduto il notaio Bruno Panella). In base alle richieste dell’Apo, la Provincia si era assunta l’impegno di mantenere la destinazione del compendio, curarne la conservazione, la tutela e la valorizzazione. Impegno che l’amministrazione provinciale ha rispettato nel corso degli anni, provvedendo a realizzare i necessari interventi di sistemazione viabilistica e di manutenzione dei fabbricati, consentendo in tal modo la conservazione e la pubblica fruizione dell’immobile che, come sancito dalle parti nell’atto di donazione, costituisce Sacrario delle Formazioni 'Osoppo-Friuli' e particolarmente dell’eccidio di Porzùs.

Ora, in virtù della riforma degli enti locali e unitamente alla revisione dello statuto di autonomia, la Provincia di Udine non potrà più garantire continuità all’impegno assunto e direttamente correlato alla donazione disposta nei confronti dell’Ente anche per il progressivo trasferimento di funzioni e di personale verso altre amministrazioni. Da qui, la devoluzione delle malghe al legittimo proprietario, ovvero all’Apo che in data 14 dicembre 2015 aveva presentato formale richiesta di ritornare in possesso delle malghe stesse. La Provincia ha accolto l’istanza; si tratta di una restituzione naturale di quelle strutture, luoghi di profondo significato per quanto hanno rappresentato nella lotta per la libertà. Così viene rispettata la volontà del donante, e l’immobile continuerà a essere conservato, tutelato e valorizzato secondo la destinazione sua propria.