26 agosto 2019
Aggiornato 03:00
Si attende un grande spettacolo a

Di Natale si congeda da Udine: con il Carpi sarà la sua ultima partita

Domenica alle 20.45 un Friuli tutto esaurito saluterà il suo capitano, il calciatore più forte che sia passato per Udine negli ultimi 20 anni: «Senza la società, i tifosi i miei risultati sarebbero stati zero».
Di Natale insieme al patron Pozzo
Di Natale insieme al patron Pozzo

UDINE – Il grande giorno è arrivato. Un giorno triste, carico di emozioni e di ricordi, che però dovrà trasformarsi una festa-tributo per uno dei più grandi calciatori che siano mai passati per Udine. Domenica sera, contro il Carpi, Antonio Di Natale disputerà la sua ultima partita in bianconero. E i tifosi sono al lavoro da giorni per mettere a punto una coreografia da brividi, degna di un grande capitano come Totò.

«Ringrazio il presidente, perché è il primo grandissimo tifoso. In 12 anni ho spesso avuto a che fare, litigato anche con lui, ma sono stati anni bellissimi. Senza la società, i tifosi i miei risultati sarebbero stati zero. Vorrei ringraziare anche i miei genitori, mia mamma e mio papà, e tutti coloro che hanno sempre creduto in me. Qui è stato tutto bello, anche senza vittorie di squadra – ha commentato in conferenza stampa Di Natale –. Perché qui c'è sempre stato un grande pubblico, che merita il mio applauso. Il ricordo più brutto rimarrà purtroppo quest'anno; non ho mai sofferto così tanto qui a Udine. Il ricordo più bello è il rientro post vittoria a Catania; quello è stato il miglior campionato. Non scomparirò da Udine, perché i miei figli sono affezionati a Udine, soprattutto mio figlio Filippo. Ora penso a prendermi due mesi di vacanza, ma non ho fretta. Deciderò con calma, ma giocare lo escludo, perché non mi cambierebbe nulla giocare un altro anno».

Di Natale ha riservato un pensiero anche al popolo bianconero. «Sto molto bene a Udine, che è la città che mi ha fatto diventare un grandissimo giocatore. Gli udinesi mi hanno fatto sempre sentire a casa, come se fossimo una grande famiglia. Ho fatto una scelta di vita e sono onorato di essere stato accettato così bene qui a Udine». Contro il Carpi, al numero 10 dell’Udinese sarà riservato uno scampolo di partita, probabilmente nel secondo tempo. «Per il futuro devo dire di essere contento di aver ricevuto anche tante chiamate in Italia, ma per me conta di più la famiglia del calcio, quindi sceglierò con i miei affetti, senza fretta. Ho ricevuto tanti messaggi; mi hanno colpito tutti quanti, ma quello che mi ha fatto piangere è quello di Guidolin. Con lui ho avuto un rapporto eccezionale. Chiudo con grande soddisfazione, perché quello che ho fatto qui per me equivale a vincere due Mondiali. Avevo l'obiettivo di arrivare a 216 gol in A, ma anche se non ci arriverò, non conta, perché qui ho fatto la storia e questa è la mia casa».