Il 6 giugno alle 18

Terremoto e ricostruzione in Friuli: convegno in sala Valduga

Si partirà da ciò che ha rappresentato la ricostruzione dopo il terremoto del 1976 per il Friuli per comprendere assieme da che punto deve ripartire la sfida che dovrà portarci al domani

Una foto passata alla storia (© )

UDINE – Si svolgerà il prossimo 6 giugno, alle 18, in sala Valduga, nella sede della C.C.I.A.A. Udine (piazza Venerio, 8/9), il convegno dal titolo «Terremoto e ricostruzione in Friuli, modello sociale e civile. Municipi e territori, una sfida da riprendere». L’appuntamento, organizzato dal circolo culturale Cronache Sociali, vedrà al tavolo dei relatori Vincenzo Martines, consigliere regionale PD, Gino Dorigo, sindacalista CGIL, l’industriale Edi Snaidero, la docente universitaria Maria Amalia D’Aronco. L’incontro, moderato da Enrico Leoncini, segretario cittadino del PD, vedrà inoltre il saluto del sindaco di Udine, Furio Honsell.

L’intento del convegno
P
artendo dall'esperienza della ricostruzione, lo scopo dell'appuntamento è quello di far emergere esempi di modelli validi per dare prospettive al nostro territorio. Modelli amministrativi, come quello della devoluzione delle competenze dallo Stato alla Regione e da questa ai Comuni, che possono costituire oggi un saldo e forte riferimento nell’attuazione della riforma regionale che ha creato le UTI, unioni di comuni, che valorizzeranno le autonomie locali svolgendo poteri demandatile a seguito della scioglimento delle province. Modelli sociali, come la compattezza di un popolo determinato a far rinascere i paesi dove erano prima e come erano prima, dando priorità alle fabbriche e solo dopo alle case e quindi alle chiese e al patrimonio storico e artistico. Secondo gli organizzatori del convegno è doveroso ricordare e valorizzare il concetto che l’occasione della tragedia determinò i sopravvissuti non solo a ricostruire, ma anche a farne un’occasione di crescita dell’intero Friuli. Ecco quindi che emergono esempi come quello dell’istituzione dell’Università, «figlia» in qualche modo del sisma, e che oggi è un fiore all’occhiello, ma anche la necessità di riprendere quello spirito in quanto la crisi attuale dell’economia deve indurre il nostro territorio a credere in una nuova crescita collettiva.  relatori saranno portavoce di diversi approfondimenti, un racconto che condurrà la platea dal 1976 a oggi, per comprendere assieme da che punto deve ripartire la sfida che dovrà portarci al domani.