A due passi da Tarvisio

L'Austria costruisce l'hotspot ma continua a far passare i migranti

Due capannoni 'da sagra' sono spuntati a Thörl-Maglern, per quella che sembra più un'azione mediatica che una reale necessità di accoglienza

La costruzione dei due capannoni (© Kleine Zeitung)

TARVISIO – Per ora, più che a un hotspot assomiglia a un tendone da sagra. Posizionato a pochi passi dalla vecchia linea di confine, in territorio austriaco, a Thörl-Maglern. Così l’Austria ha scelto di rispondere alle pressioni interne, a quel populismo in crescita che vorrebbe arrestare i flussi di migranti e che per un soffio non ha portato all'elezione a presidente di Norbert Hofer (Fpö). Costruendo due capannoni che serviranno, in caso di emergenza, al controllo sanitario dei profughi e al loro riconoscimento.

Chi la frontiera di Tarvisio la vive, però, intuisce che quello austriaca è solo un tentativo mediatico di tenere tranquilli i più critici sul fronte interno. Bastano i numeri per comprendere come un hotspot in Carinzia serva a poco: nel 2016 i migranti in transito dall’Austria verso Tarvisio sono stati 2.900. Quelli da Tarvisio verso l’Austria (e quindi quelli per cui è pensato l’hotspot) appena 250. I due capannoni, stando così le cose, sono destinati a restare semi-deserti. 

Dalla Carinzia rimarcano il fatto che i due capannoni siano solo una precauzione, che non diventeranno operativi finché la situazione non diventerà di emergenza. Intanto l’Austria continua a far passare i migranti e chi deve occuparsi delle loro richieste di asilo è l’Italia e il Friuli in particolare. Con buona pace degli accordi internazionali.