Le forze dell'ordine impegnate altrove

Tentato furto nel locale di Mazzolini. Lui insegue i ladri con le spranghe

L'imprenditore tarvisiano, esponente della Lega Nord, era pronto ad affrontare i malviventi. Ora lancia l'allarme sicurezza puntando il dito contro l'arrivo dei profughi in Valcanale

Il ristorante di Mazzolini (© Mazzolini)

TARVISIO - Il locale di Stefano Mazzolini, ‘Al Vecchio skilift’, la scorsa notte è stato preso di mira dai ladri. «Hanno cercato di entrare scassinando la porta – racconta l’imprenditore tarvisiano – ma fortunatamente mio fratello e io siamo avvisati in tempo reale se qualcuno si avvicina al locale, e così siamo potuti intervenire prontamente. Siamo arrivati al ristorante e i malitenzionati se la sono data a gambe, approfittando del buio. Li abbiamo cercati per 20 minuti nel bosco, armati di bastoni e spranghe. Devo dire – evidenzia Mazzolini – che eravamo pronti ad affrontarli e a fare passare la voglia a questi delinquenti di violare la proprietà altrui. Siamo stanchi della deriva dei nostri paesi: non si può più stare tranquilli a casa propria. E’ già la seconda volta che tentano di entrare nel ristorante». 

Mazzolini ha chiamato le forze dell’ordine, ma la notte i carabinieri hanno a disposizione una sola pattuglia da Tarvisio a Moggio, e la polizia era impegnata con l’ennesimo arrivo di migranti. «Siamo costretti a difenderci da soli – evidenzia l’imprenditore –. Capisco le difficoltà in cui sono costretti a operare carabinieri e polizia, con pochi mezzi e pochi uomini, e a loro va il mio massimo sostegno morale, però, proprio per la situazione che si è venuta a creare, ribadisco la mia contrarietà alla realizzazione di un centro di riconoscimento profughi a Coccau. Una scelta vergognosa – aggiunge Mazzolini, che oltre all’imprenditore è anche il responsabile Sicurezza per la Lega Nord – destinato a far crescere l’insicurezza dei cittadini tarvisiani». 

Mazzolini chiude con una constatazione amara: «Meglio difendersi da soli e insegnare le buone maniere a questi delinquenti: tanto, anche se fossero stati fermati e arrestati dalle forze dell’ordine, a causa del sistema che non funziona, sarebbero stati liberati nel giro di qualche giorno. Servono pene certe e severità nel trattamento di questa gentaglia».