Si muove anche L'Espresso

Volontari di 'Ospiti in Arrivo' indagati: mobilitazione nazionale

Lanciata una petizione on line. La Procura di Udine ipotizza un favoreggiamento della permanenza dei profughi in città

I migranti assistiti dai volontari di Ospiti in Arrivo (© Diario di Udine)

UDINE – Sta assumendo rilevanza nazionale il caso dei volontari della onlus udinese ‘Ospiti in Arrivo’, iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Udine «per invasione di edifici e favoreggiamento della permanenza di stranieri» (come si legge sulla pagina Facebook dell’associazione). Una vicenda che è stata ripresa anche dal settimanale L’Espresso, che attraverso una delle sue firme di punta, Fabrizio Gatti, ha rilanciato la petizione on line nata per esprimere solidarietà ai volontari dell’associazione e sdegno per l’attività della Procura.

I volontari di ‘Ospiti in Arrivo’ sono accusati di aver occupato alcuni edifici per far dormire i profughi arrivati a Udine transitati per il valico di Tarvisio e di aver tratto ingiusto profitto dalla permanenza di stranieri illegalmente presenti sul territorio. «Abbiamo deciso di comunicarvelo per trasparenza nei vostri confronti, per farvi sapere quello che sta succedendo a una realtà spontanea di accoglienza che da quasi due anni si regge unicamente grazie alle risorse messe a disposizione da privati cittadini e all’opera gratuita dei volontari», si legge ancora su Facebook.

Una notizia che ha diviso, come spesso avviene nell'opinione pubblica sui temi dell’immigrazione e dell’accoglienza. C’è chi vede con favore l’apertura del fascicolo da parte della Procura, avendo sempre visto con sospetto lo stretto rapporto venutosi a creare tra i migranti presenti in città e i componenti dell’associazione, e chi si schiera apertamente dalla parte di ‘Ospiti in Arrivo’, evidenziando come nei momenti più critici dell’emergenza abbia contribuito a riempire un ‘buco’ creato dall’assenza delle istituzioni (i suoi volontari, ad esempio, distribuivano coperte, cibo e indicazioni utili ai migranti che dormivano all’addiaccio).