‘Il biondo’

L’orso Francesco in Carnia uccide sei manze

L’esemplare, catturato dall’UniUd lo scorso maggio, è arrivato in zona nel 2015, dove aveva colpito molte arnie

Francesco lo scorso maggio, quando è stato catturato dagli studiosi (© UniUd)

UDINE  L’orso (in questo caso) perde il pelo ma non il vizio. Già, perché Francesco - questo il nome dell’urside ‘biondo’ di cui vi abbiamo parlato nemmeno un mese fa (era il 28 maggio, trovate qui l’articolo) - ha colpito ancora. Questa volta ha attaccato sei manze in zona Forni di Sotto, in Carnia.

Cos’era successo in passato
Nel corso del 2014, come ricordato da Stefano Filacorda - ricercatore che dirige e coordina gli studi sulla fauna selvatica per l’Università di Udine -, Francesco «aveva imperversato nella zona di Asiago, dove era stato rinominato Genè o ‘l biondo' per i peli chiari che lasciava presso le predazioni. Qui aveva predato oltre 29 tra vitelli e manze, creando molte situazioni di conflitto con gli allevatori locali che avevano portato le autorità regionali a decidere di catturalo, e vi erano state anche richieste di abbattimento». A inizio 2015, M4 (Francesco) era scomparso per lasciare tracce in Val Sugana. Nell’estate 2015, ‘il biondo’ era arrivato in Carnia, dove aveva colpito molte arnie di apicoltori del luogo, soprattutto nella zona di Preone, Verzegnis e Socchieve, e nel corso dello scorso mese ad Ampezzo, senza però mai fare danni al patrimonio bovino e ovicaprino.

Oggi, continua a far parlare di sé
In questi giorni Francesco torna invece a far parlare di sé per le sue «scorribande». Secondo le ricostruzioni della Guardia Forestale - come riportato dal Messaggero Veneto - l’orso, con i suoi 189 chili, avrebbe rincorso una decina di manze. Sei di queste sono finite in un dirupo, proprio lì sono stati trovati morti cinque esemplari. Uno è stato invece divorato da Francesco. All’appello ancora quattro capi, che probabilmente per la paura si sono allontanati dalla mandria.
L’analisi degli spostamenti è stata possibile proprio perché l’animale è stato catturato, lo scorso mese, e dotato di un collare satellitare che, come aveva spiegato Filacorda «permette, attraverso il sistema Gps, di fare un punto di localizzazione all'ora e quindi questo viene inviato a cadenza di ogni sette ore, attraverso un sistema telefonico alla base operativa dell'Università di Udine». Ora pare che ‘il biondo’ si sia mosso verso la Val Tramontina, nel pordenonese. I ricercatori sono ancora al lavoro che analizzarne gli spostamenti.