Fusioni di Comuni

La Regione respinge le accuse: «Nessun incentivo per Rivignano-Teor»

L'assessore Panontin risponde al sindaco Anzil: «l'azione giudiziaria intentata nei confronti della Regione appare ingiustificata e politicamente strumentale»

L'assessore Paolo Panontin (© Regione Friuli Venezia Giulia)

RIVIGNANO TEOR – Nei giorni scorsi avevamo riportato la rabbia del sindaco di Rivignano-Teor, Mario Anzil, contro la Regione Fvg, per il mancato ricevimento dei fondi promessi per la fusione del suo Comune, con il primo cittadino pronto a rivolgersi al Tribunale per ottenere quanto promesso. Ma la Regione respinge le accuse e replica, rimarcando come «l'azione giudiziaria intentata nei confronti della Regione appaia ingiustificata e politicamente strumentale».

E’ l’assessore alle Autonomie locali Paolo Panontin a replicare alle parole del sindaco Anzil. «Non ci si trova di fronte alla violazione di un diritto Acquisito – sostiene l’assessore – in quanto il meccanismo degli incentivi dipendeva dall'effettivo stanziamento di risorse a bilancio. In tal senso l'avvenuta modifica della normativa sul sistema delle aggregazioni comunali ha comportato anche una riformulazione dei trasferimenti finanziari». 
Più specificatamente, a seguito della fusione del 2103, l'amministrazione regionale ha liquidato al Comune di Rivignano Teor 2 milioni e mezzo di euro. Oltre a questa cifra al nuovo Comune sono stati attribuiti ulteriori 610 mila euro a titolo di assegnazione straordinaria e ordinaria annuale in base all'articolo 26 della legge regionale 1/2006, successivamente abrogata dal Consiglio regionale nella manovra di assestamento del 2014. Per questo motivo non possono più sussistere aspettative su un incentivo ormai cancellato e superato da una nuova disciplina in materia.

Dunque, nessuna volontà di penalizzare il Comune, ha indicato l'assessore regionale, anche perché lo stanziamento a favore del neo municipio di Rivignano Teor non è comparabile con altri casi simili. Anzi proprio quell'ingente quantità di risorse (3 milioni e 11 mila euro), evidentemente fuori scala rispetto ad altre fusioni di Comuni, dimostra oggettivamente come la determinazione di allora volesse in qualche modo attenuare gli effetti del venir meno degli incentivi previsti dalla Legge regionale 1/2006.
Come termine di paragone Panontin ha sottolineato che il Comune di Valvasone Arzene, istituito a decorrere dall'1 gennaio 2015, beneficerà di complessivi 1 milione e 500 mila euro, sommando l'assegnazione di primo impianto, ammontante a 300 mila euro, e le future contribuzioni pluriennali previste dal nuovo sistema di incentivazione, sempre che le risorse regionali da stanziare a tal fine con le leggi di stabilità siano sufficienti a garantire quanto attualmente previsto in applicazioni dei criteri di legge.