Lo scorso 20 giugno

So-we-to jazz you: Soweto Kinch a Udine

La Corte di Palazzo Morpurgo ha ospitato, in occasione di un nuovo appuntamento targato Udin&jazz, il drago dell'improvvisazione.

Soweto Kinch durante il concerto per Udin&jazz (© Luca A. d’Agostino / Phocus Agency)

UDINE - La Corte di Palazzo Morpurgo è già di per se un valido motivo per seguire un qualsivoglia avvenimento: se poi questo avvenimento è un concerto di Udin&jazz e se poi questo concerto è quello di Soweto Kinch ecco che abbiamo il pacchetto - evento: serata magica.  We will jazz you! E' il ritornello propagandistico con cui gli amici di Euritmica hanno lanciato la ventiseiesima campagna jazzistica del capoluogo friulano e parafrasando una mitica hit (rock) degli anni settanta hanno avuto la cortesia di portarci e ri-portarci calibri quali Pat Metheny, Paolo Fresu e Omar Sosa e - naturalmente - Soweto Kinch.

Coinvolgimento del pubblico: assoluto
Il drago dell'improvvisazione, come lo definisce il patron della manifestazione - il jazzivoro Giancarlo Velliscig, si era già esibito con la Udin&jazz big band domenica sera in una Loggia del Lionello gremita e caldissima. Cravatta arancio su camicia nera e cappellino da british-pop early '80s alternerà con il trio un brano jazz ad uno rap, come dal suo canone stilistico. Coinvolgimento del pubblico assoluto, che però bluffa sulla conoscenza del proprio inglese corrispondendo con ostentata ilarità e molteplici "yeah" alle questions del musicista, estremamente calato nella parte di MC.

Il ‘miracolo’ del jazz
Quello che scorre è il nu-jazz della periferia più nera di Londra, crudo, torbido, poco arrangiato. Senza molte speranze. Ironico, e di grande impatto emotivo. Per il pubblico è un delirio! All'uscita due fanciulle chiedono a fini statistici alcune domande per il questionario di gradimento della rassegna. Dove migliorare? - Qui si fa già ogni anno un miracolo, chiederne due mi sembra troppo. - Risponde un addetto stampa di lungo corso. Insomma... Tutti jazzati! Anche quest'anno.