La riforma

Sindaci 'ribelli' e Regione Fvg trovano un accordo sulle Uti

L'ascia di guerra è stata seppellita. I primi cittadini hanno ottenuto ciò che volevano: l’azzeramento di ogni forma di penalizzazione finanziaria per i Comuni e spostamento alla fine del 2016 della ‘finestra’ per scegliere l’adesione alle Uti

Finisce la stagione dei ricorsi per i sindaci 'ribelli' (© Diario di Udine)

UDINE – L’ascia di guerra è stata seppellita. I sindaci ‘ribelli’ hanno ottenuto ciò che volevano dalla Regione: l’azzeramento di ogni forma di penalizzazione finanziaria per i Comuni e spostamento alla fine del 2016 della ‘finestra’ per scegliere l’adesione alle Uti (con una certa autonomia sulla scelta delle funzioni da cedere). L’accordo è arrivato martedì grazie alla mediazione dell’Anci Fvg e all’apertura della presidente Debora Serracchiani e dell’assessore Paolo Panontin. Un accordo messo nero su bianco, che chiude sostanzialmente la stagione dei ricorsi e apre quella della collaborazione tra istituzioni. 

«I rappresentanti della Regione e della delegazione dell'Anci Fvg – si legge in un comunicato diffuso al termine del tavolo congiunto tra le parti – prendono atto che la cancellazione del Fondo perequativo 2016 ristabilirebbe le condizioni di leale collaborazione che costituiscono il presupposto per mantenere aperto il dialogo fra Regione e Autonomie locali per la realizzazione delle riforme, e quindi riconoscono che tale dialogo rimuove le motivazioni della ‘class action’ promossa nei mesi scorsi da numerosi Comuni. Rilevano inoltre – aggiunge la nota – che l'abbandono della conflittualità facilita il superamento degli ostacoli residui alla partecipazione dei Comuni al processo di riforma. Questa firma - hanno concordato i partecipanti al tavolo - è il risultato di un'assunzione di responsabilità da parte di tutti, e permetterà di attuare una legge della Regione nell'interesse delle comunità e dei cittadini. L'incontro di positive volontà ha permesso il superamento delle diverse visioni, affermando un primato della politica».

In sostanza il nuovo accordo fa venire meno l’obbligatorietà di adesione e la penalizzazione finanziaria, riducendo le funzioni obbligatorie da cedere alle Unioni (il cosiddetto principio di adeguatezza). Ora il tutto dovrà essere 'formalizzato' in Consiglio regionale con l'approvazione di specifici emendamenti.