Dopo la violenza sessuale in città

Forza Nuova all'attacco: «Ci siamo già dimenticati dei fatti di Colonia?»

Il segretario cittadino Lorenzo Mestroni boccia la politica di accoglienza messa in atto finora e rilancia la proposta del Registro dell'Accoglienza

Il sottovaso ferroviario di Udine (© Diario di Udine)

UDINE - «La notizia fatta trapelare oggi dagli organi di informazione, ovvero delle molestie sessuali perpetrate da un richiedente asilo pakistano di 25 anni ai danni di una donna udinese, nei pressi del sottopassaggio ferroviario, fatto risalente allo scorso 14 giugno, ci sembra davvero troppo». A dirlo è Lorenzo Mestroni, segretario cittadino di Forza Nuova.

«Forse la memoria delle Istituzioni locali e nazionali - continua Mestroni - non riporta alla mente i fatti avvenuti a Colonia ed in altre località tedesche nella notte di capodanno, dove furono segnalati decine e decine di casi di stupri e aggressioni. Quegli episodi furono il segnale del fallimento del processo di integrazione di una tale massa di persone, di cultura e religione diverse dalla nostra, gettate in modo disordinato nelle nostre città. Rendiamoci conto - prosegue Mestroni - che solamente nella nostra piccola Udine, nell’ultimo periodo una buona parte dei casi di cronaca relativi alla microcriminalità, spaccio, furti e risse, trovano protagonisti proprio i cittadini extracomunitari, afghani e pakistani, in cerca di protezione internazionale in Italia e che affollano la Cavarzerani e le altre strutture adibite all’accoglienza business».        

Per Mestroni la gente friulana è stufa. «Sono quasi due mesi e mezzo che abbiamo consegnato la proposta in Comune sul Registro dell’Accoglienza, e il primo cittadino non si è degnato di rispondere non tanto a noi quanto a tutti gli elettori che rappresentiamo. Honsell e Zappalorto - conclude Mestroni- continuano a dire di avere il polso della situazione, ma Udine oramai è un far-west, simbolo di un’Italia a picco, dove i soldi per aprire caserme e abitazioni per immigrati clandestini piovono dall’oggi al domani, e quelli per la sanità solo per fare un esempio, dove undici milioni di Italiani solo nell’ultimo anno hanno deciso di rinunciare alle cure, proprio non si trovano».