17 ottobre 2019
Aggiornato 16:00
Massiccio intervento delle forze dell'ordine

Rivolta alla Cavarzerani: tensione tra afghani e pakistani

Mattinata di tensione nella struttura che ospita un migliaio di richiedenti asilo. Un gruppo è stato trasferito in un'altra caserma. Gli interventi di Zilli e Mestroni
I migranti all'interno della Caserma Cavarzerani di Udine
I migranti all'interno della Caserma Cavarzerani di Udine Diario di Udine

UDINE – Mattinata di tensione nell’ex caserma Cavarzerani di Udine. Le dispute tra diverse nazionalità, e in particolare tra migranti afghani e pakistani, sono sfociate in una rivolta che ha costretto l’intervento di una cinquantina di uomini delle forze dell’ordine (carabinieri, polizia di Stato, Guardia di Finanza e polizia locale) per riportare la pace tra le diverse fazioni in campo.
A scatenare tutto sarebbe stato un diverbio tra un gruppo di pachistani e di afghani, poi sfociato in una vera e propria rissa. A quel punto la Croce Rossa Italiana, che si occupa della gestione della Caserma, ha allertato le forze dell’ordine.
Davanti all’ingresso della Cavarzerani (nel piazzale interno) è andata in scena la protesta dei migranti (un migliaio quelli ospitati nella struttura di via Cividale), che partendo dai ripetuti episodi di violenza tra gruppi nazionali diversi, si sono lamentati anche del trattamento ricevuto (alcuni gruppi sarebbero favoriti rispetto ad altri) e per le lungaggini burocratiche a cui sono sottoposti.

La protesta è andata avanti oltre due ore e alla fine, per calmare gli animi, sono dovuti intervenire gli agenti di Polizia e Guardia di Finanza in tenuta anti-sommossa. Un gruppo di migranti (quelli di nazionalità afghana) è stato trasferito nell’altro centro accoglienza della città, quello allestito nell’ex caserma Friuli. Nessun commento ufficiale, se non quello di un funzionario della Cri: «Sono ragazzi, devono pur sfogarsi in qualche modo».
Una vicenda che ha scatenato le ire dei residenti della zona, stufi di questa ‘convivenza’ forzata con i richiedenti asilo. «La Cavarzerani doveva essere una soluzione temporanea – ha dichiarato una ragazza – e invece pare non esserci fine a questa accoglienza. Io ho timore a uscire da sola, abito a pochi passi da qui. Questi profughi stanno prendendo coraggio e diventano sempre più spavaldi, anche con le donne». Un altro dei cittadini che abitano nella zona ha aggiunto: «Vedo profughi andare e venire a ogni ora del giorno e della notte: scavalcare le recinzioni, si passano borse, fanno un po’ ciò che gli pare: dove sono le regole?».

La protesta inscenata nella Cavarzerani, com’era prevedibile, ha scatenato le reazioni politiche. Per Barbara Zilli, consigliere regionale della Lega Nord, quando accaduto alla Cavarzerani «è il segnale inequivocabile che la gestione degli immigrati è assolutamente fuori controllo, caratterizzata da una accoglienza a tutti i costi e da una visione assolutamente miope del fenomeno dell'immigrazione». Lorenzo Mestroni, segretario cittadino di Forza Nuova, ha commentato «I profughi ora alla Cavarzerani hanno portato negli anni a Udine di tutto: tubercolosi, spaccio, violenze sessuali, risse e adesso addirittura rivolte. Qui la rivolta la dovrebbero fare gli udinesi contro Honsell e contro la presidente Serracchiani che dovrebbero dimettersi per avere da anni messo a repentaglio la sicurezza di interi quartieri». Mestroni ha annunciato una grande mobilitazione di massa a cui si attende una partecipazione di massa degli udinesi.