27 maggio 2020
Aggiornato 09:00
Le richieste per lo scambio

La Contea di Cussignacco pronta a passare al Veneto in cambio di Sappada

Lettera raccomandata a Serracchiani e Zaia: «ma non si tratta di un Pesce d’Aprile». Il Comitato per il Libero Scambio Territoriale fa sul serio

UDINE - Lo Stato e le due Regioni interessate non riescono a venire a capo della richiesta del Comune di Sappada – legittimata da un referendum – di passare dalla regione veneta al Fvg? Nessuna paura, perché a sbrogliare la matassa ci ha pensato la Contea di Cussignacco, che ha avanzato ai diretti interessati (i due sindaci, Piller Hoffer e Honsell, i due presidenti delle regioni contendenti, Serracchiani e Zaia, il sottosegretario del Ministero per gli Affari regionali e le Autonomie Gianclaudio Bressa) una precisa proposta: il libero scambio «per agevolare il legittimo passaggio di Sappada alla Regione autonoma Fvg».

Come contropartita, la Contea di Cussignacco chiede che la relativa delibera di ‘scambio’ contenga l’indizione, entro sei mesi, dell’elezione del Consiglio della Contea e del Capitano della Contea (alias sindaco); il riconoscimento dello Status di zona franca (free tax) per i residenti e le imprese stanziate, comportante l’esenzione da imposte dirette, indirette e accise, fatta salva l’impostazione addizionale della Contea, l’addizionale regionale e l’Irap da riconoscere invece alla regione Veneto. La Contea chiede altresì l’autorizzazione alla gestione di un casinò, in compartecipazione con la Regione (una dependance di Venezia) e la sottoscrizione di una convenzione di reciprocità per il servizio sanitario nazionale. Infine, la Contea di dichiara disposta a ospitare sul proprio territorio eventuali profughi, «anche friulani e/o istriani».

Ma da cosa deriva questo spirito filo veneto di Cussignacco? Il Comitato ricorda che la prima via, venendo da Udine/via Marsala è via Sappada, mentre entrando da sud è via della Contea di Cussignacco. «Ma tutta Cussignacco è veneta – scrivono ancora -  con le vie Veneto, Treviso, Verona, Vicenza, Mestre, Valdagno, Padova». Non solo, ma – dicono ancora – si tratta di una proposta va contro gli ismi (campanilismi, fanatismi, ecc.), perché «propone una apertura che oltrepassi i confini stessi della Contea per congiungersi con le aspettative di friulanità di Sappada». Ah, dimenticavo: il Comitato fa sapere che «i nostri compaesani si stanno allenando per ordinare ‘ombre’ e non più ‘tajs’ e a utilizzare la x davanti il verbo essere (xe caldo, xe bel…)».