Porte chiuse con l'Udinese

Il 'guerriero' Pinzi si allena a Tavagnacco in attesa di una chiamata

Intervista all'ex numero 66 bianconero, che ha ancora voglia di giocare e di divertirsi con il pallone. Parlando di Lazio e degli obiettivi futuri, dice la sua anche sul calcio femminile

Pinzi si allena sul campo di Tavagnacco (© Upc Tavagnacco)

UDINE – Non cita mai l’Udinese, che considera un capitolo chiuso, e lavora duro per farsi trovare pronto quando arriverà la chiamata di una società, di serie A o della serie cadetta poco importa. Lui è Giampiero Pinzi, il ‘guerriero’ che con la sua grinta e il suo modo di fare ha saputo conquistare la tifoseria bianconera, diventandone un vero e proprio idolo. Non è un caso, quindi, se molti friulani gradirebbero un suo ritorno in bianconero. Ma Pinzi, classe 1981, a microfoni spenti, è perentorio su questo punto, convinto che la società, dopo gli addii ai vari Di Natale, Domizzi e Pasquale, abbia voltato pagina, recidendo i legami con il passato.
Il numero 66, che nell’ultima parte di stagione è stato tesserato dal Chievo, dopo la chiusura anticipata del contratto con la formazione veneta, si sta allenando sul campo del Tavagnacco, ‘casa’ della squadra femminile di serie A, insieme al preparatore atletico Cristian Osgnach. Fin'ora il mercato estivo ha fatto arrivare a Pinzi le proposte di Avellino, Vicenza e Ascoli. Che però non hanno convinto l'ex bianconero. 

Giampiero, cosa ci fai a Tavagnacco?
«Voglio farmi trovare pronto qualora arrivasse la chiamata da una squadra. Anzi ci tengo a ringraziare il presidente Roberto Moroso e l’Upc Tavagnacco per l’opportunità che mi hanno dato e per la gentilezza dimostrata mettendomi a disposizione il campo e gli spogliatoi. Resto in attesa, vediamo cosa succederà nelle prossime settimane».
Quante volte al giorno ti alleni?
«A volte due volte al giorno, altre volte una. Dipende dai carichi di lavoro».
E come stai?
«Fisicamente mi sento bene, ho ancora voglia di giocare e di divertirmi. L’anno scorso non ho saltato nemmeno un allenamento. Sto aspettando la proposta di una società in grado di convincermi con un progetto valido e serio. Non importa da che categoria arriverà. Sono già molto contento della mia carriera, che mi ha permesso di collezionare quasi 400 presenze in serie A».
Sei un friulano d’adozione ma un romano (anzi laziale) di nascita. Cosa pensi dei biancocelesti?
«Sono partiti con il piede sbagliato con l’affare Bielsa. Sembrava una barzelletta. Poi hanno fatto degli acquisti importanti, ma senza l’apporto dei tifosi tutto diventa più complicato. Penso che per un’annata fatta bene servano più componenti: la società, la squadra, la tifoseria».
Sei ospite di una società di calcio femminile. Che ne pensi di questo mondo?
«L’anno scorso ho visto una partita della ragazze del Tavagnacco e mi sono divertito. E’ un calcio diverso ma mi è piaciuto. Queste ragazze sono da ammirare perché vanno avanti nonostante i pregiudizi. Mi auguro che in futuro tutto il movimento calcistico femminile sia agevolato per far sì che tante altre giovani si avvicinino al mondo del calcio».