Chiedono aiuto

Coppia senzatetto accampata lungo le rive del Cormor: «Facciamo finta di stare in campeggio»

Aumentano gli italiani in difficoltà. La storia, la dignità e l'appello di Guido e Antonella, due friulani caduti in povertà. Hanno fatto domanda di sostegno al reddito: devono attendere fino al 31 agosto.

UDINE - Guido Bagioli e Antonella Passone da poco hanno superato i cinquanta anni e da sette convivono. Sono due friulani e lo dimostrano, ci raccontano, non rubando né chiedendo l'elemosina a nessuno. Dopo aver perso il lavoro e la casa, da oltre un mese vivono in una tenda, nei pressi del parco del Cormor, lungo le rive del torrente, in attesa che qualcuno gli offra una casa o un lavoro. «Ci sentiamo trattati peggio dei profughi - ci tiene a sottolineare Antonella -, ma non rinunciamo alla nostra dignità, la difenderemo fino in fondo. Non ruberemo, né ci vedrete mai in giro a chiedere soldi». Aggiunge Guido con un filo di voce: «Chiediamo solo un tetto, anche quello di un garage, e, ovviamente, del lavoro per renderci utili e guardare oltre».

Hanno fatto domanda di sostegno al reddito: devono attendere fino al 31 agosto
Si sono rivolti ai Servizi Sociali del Comune di Tavagnacco, ma le poche risorse a disposizione sono già in via di esaurimento e i 6 alloggi destinati a casi di questo tipo sono tutti assegnati. «Ci hanno offerto una stanza in un albergo per 6 giorni, ma non posso smontare e rimontare la tenda per una soluzione così breve. Ho ringraziato ma ho rinunciato perché preferisco rimanere dove sono, nella mia tenda».
Guido, appassionato di pesca, possiede ora solo quella tenda, la loro attuale casa, e una macchina che tenta di usare il meno possibile, giusto per gli spostamenti necessari: quelli diretti alla mensa diocesana gestita dalla Caritas ,’La gracie di Diu’ di via Ronchi, dove pranzano, e al Centro Solidarietà Giovani ‘Giovanni Micesio’ di viale del Duodo, dove si lavano e fanno il bucato, una volta la settimana. «Abbiamo fatto domanda di sostegno al reddito - ci spiega Guido- dovrebbe arrivare il 31 agosto e per adesso è la nostra unica prospettiva. Per fortuna ci sono diverse realtà locali che ci stanno dando una mano, fra queste la ‘Casa dell’Immacolata’ di Don Emilio De Roja, che ci ha fornito le brande, il tavolino e alcune seggiole, e la mensa dei Frati Cappuccini che ci aiuta donandoci qualcosa anche per la cena che consumiamo lungo il Cormor».

L'accampamento sulle rive del Cormor

L'accampamento sulle rive del Cormor (© Diario di Udine )

«Facciamo finta di essere in campeggio»
Con l'inoltrarsi dell'estate la preoccupazione di Guido e Antonella è una sola: l'incombere del maltempo e delle basse temperature. «Fortunatamente domenica scorsa – motiva Guido indicandoci il suo igloo-, poco prima della tromba d'aria eravamo andati coi nostri ultimi risparmi a comprare un telone da porre sopra la tenda per proteggerci dalla pioggia e dalle infiltrazioni d'acqua, chissà come sarebbe andata altrimenti». Poi, abbracciando Antonella, conclude: «Ora, per tirare avanti, prendiamo questa situazione con spirito. Facciamo finta che sia una sorta di campeggio, o di essere andati a fare una lunga gita. Ma più si va avanti, più aumenta la paura per il freddo. E' questo il motivo per cui abbiamo deciso di contattare voi e alcune testate televisive e di lanciare un appello alla società civile e alla politica. Se potete aiutateci».

Chi volesse contattare Guido e Antonella per offrire un sostegno, un alloggio o del lavoro, può contattarli direttamente al loro recapito telefonico: 3461323257  .