23 aprile 2019
Aggiornato 00:30
Un'opportunità per la cittadina

Malick gira il suo nuovo film a Sappada

Dopo ‘La sottile linea rossa’ il regista statunitense si prepara a raccontare una nuova storia, vera, ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale
Terrence Malick durante le riprese di uno dei suoi film
Terrence Malick durante le riprese di uno dei suoi film

BELLUNO - ‘La sottile linea rossa’ con le sue (‘solo’) sette nomination agli Oscar e Orso d’Oro a Berlino, nel 1999. ‘The Tree of Life’, nel 2011, ha ricevuto la Palma d’Oro come miglior film al 64° Festival di Cannes. Cos’hanno in comune? La regia. In entrambi i casi la firma è quella di Terrence Malick, statunitense noto ‘padre’ di film d’autore.

Il nuovo lavoro
Proprio Malick sta lavorando a una nuova opera cinematografica. E ha scelto una cornice non lontana dai nostri confini e di recente alla ribalta delle cronache (politiche): Sappada, sulle Dolomiti bellunesi, ma friulana in pectore. È lì che il registra ha infatti scelto di girare ‘Radegund’.

La storia
In questa nuova prova racconterà la storia di un obiettore di coscienza, un contadino dell'Austria nazista. È infatti durante la seconda Guerra mondiale che è vissuto Franz Jägerstätter, abitante del borgo di Sankt Radegund. Sì, si tratta di una storia vera. Una storia che narra le vicende di un cattolico convinto, unico fra i pochi abitanti del paesino a votare ‘no’ per l’annessione alla Germania di Hitler. Impavido, nel ’43, inoltre, rifiutò di arruolarsi. Questo, ovviamente, gli costò la vita.

Perché Sappada
La località – già bandiera arancione del Touring Club Italiano in quanto area di interesse naturalistico e culturale - era in lizza con decine di altri paesi abbarbicati sulle Alpi, eppure Malick l’ha scelta  fra tutte (in particolare Cima Sappada) perché affascinato dall’architettura di quel luogo: intatto, con le sue antiche case di legno. Inutile sottolineare l’importanza che questa scelta avrà, soprattutto in prospettiva, per il turismo e quindi l’economia di quell’area: la pellicola sarà vista in tutto il mondo e come già avvenuto in altre circostanze c’è da aspettarsi che molti (soprattutto stranieri) rimarranno stregati dalle bellezze di quel luogo e decideranno di visitarlo di persona.  

L’area è off limits
Impossibile altrimenti, le zone interessate dalle riprese – trasformate in una vera e propria ‘cartolina’ dell’Austria anni ’40 - sono off limits, accessibili ai soli addetti ai lavori. Anche il traffico in alcune aree è stato chiuso. A questo punto. Non rimane che attendere la prossima uscita nelle sale e ‘tifare’ per Terrence Malick, in corsa, al 73° Festival di Venezia, per il Leone d’Oro, proprio in quell’occasione sarà presentato (in anteprima mondiale) ‘Voyage of time: life’s journey’, documentario con Cate Blanchett.