Un'opportunità per la cittadina

Malick gira il suo nuovo film a Sappada

Dopo ‘La sottile linea rossa’ il regista statunitense si prepara a raccontare una nuova storia, vera, ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale

Terrence Malick durante le riprese di uno dei suoi film (© Flickr | Michael Brown)

BELLUNO - ‘La sottile linea rossa’ con le sue (‘solo’) sette nomination agli Oscar e Orso d’Oro a Berlino, nel 1999. ‘The Tree of Life’, nel 2011, ha ricevuto la Palma d’Oro come miglior film al 64° Festival di Cannes. Cos’hanno in comune? La regia. In entrambi i casi la firma è quella di Terrence Malick, statunitense noto ‘padre’ di film d’autore.

Il nuovo lavoro
Proprio Malick sta lavorando a una nuova opera cinematografica. E ha scelto una cornice non lontana dai nostri confini e di recente alla ribalta delle cronache (politiche): Sappada, sulle Dolomiti bellunesi, ma friulana in pectore. È lì che il registra ha infatti scelto di girare ‘Radegund’.

La storia
In questa nuova prova racconterà la storia di un obiettore di coscienza, un contadino dell'Austria nazista. È infatti durante la seconda Guerra mondiale che è vissuto Franz Jägerstätter, abitante del borgo di Sankt Radegund. Sì, si tratta di una storia vera. Una storia che narra le vicende di un cattolico convinto, unico fra i pochi abitanti del paesino a votare ‘no’ per l’annessione alla Germania di Hitler. Impavido, nel ’43, inoltre, rifiutò di arruolarsi. Questo, ovviamente, gli costò la vita.

Perché Sappada
La località – già bandiera arancione del Touring Club Italiano in quanto area di interesse naturalistico e culturale - era in lizza con decine di altri paesi abbarbicati sulle Alpi, eppure Malick l’ha scelta  fra tutte (in particolare Cima Sappada) perché affascinato dall’architettura di quel luogo: intatto, con le sue antiche case di legno. Inutile sottolineare l’importanza che questa scelta avrà, soprattutto in prospettiva, per il turismo e quindi l’economia di quell’area: la pellicola sarà vista in tutto il mondo e come già avvenuto in altre circostanze c’è da aspettarsi che molti (soprattutto stranieri) rimarranno stregati dalle bellezze di quel luogo e decideranno di visitarlo di persona.  

L’area è off limits
Impossibile altrimenti, le zone interessate dalle riprese – trasformate in una vera e propria ‘cartolina’ dell’Austria anni ’40 - sono off limits, accessibili ai soli addetti ai lavori. Anche il traffico in alcune aree è stato chiuso. A questo punto. Non rimane che attendere la prossima uscita nelle sale e ‘tifare’ per Terrence Malick, in corsa, al 73° Festival di Venezia, per il Leone d’Oro, proprio in quell’occasione sarà presentato (in anteprima mondiale) ‘Voyage of time: life’s journey’, documentario con Cate Blanchett.