Emergenza immigrazione

Nuovo bivacco di migranti nel parcheggio Moretti

Perché non tutti rientrano nei centri di accoglienza? Come spiega il dirigente della Cri Udine, Di Lenardo, chi trascorre la notte all'aperto lo fa per scelta o perché non ha il diritto per essere accolto

I migranti accampati nel parcheggio Moretti (© Diario di Udine)

UDINE – I cancelli dell’ex caserma Cavarzerani di Udine, la sera, chiudono alle 19.30. I richiedenti asilo che restano in città dopo quell’ora non hanno altra scelta che trovare rifugio nelle aiuole o nei parchi per trascorrere la notte. Quando piove, però, serve un tettoia per ripararsi dalle intemperie. Le foto testimoniano l’ultimo bivacco trovato dai migranti: i posti auto coperti dedicati alle persone disabili nel parcheggio Moretti. Giovedì mattina erano in quattro a essersi rifugiati lì dopo la pioggia della notte, avvolti da qualche coperta.

Ma perché non tutti i migranti presenti in città rientrano nei centri di accoglienza (Cavarzerani e Friuli) agli orari stabiliti? A spiegarlo, qualche giorno fa, è stato il responsabile della Croce Rossa di Udine Fabio Di Lenardo: «I cancelli delle caserme chiudono alle 19.30. Se qualcuno tarda e avverte gli operatori può entrare anche dopo l’orario stabilito. La maggior parte dei richiedenti rispetta le regole. Qualcuno non lo fa e scavalca per rientrare in caserma. Ovviamente se gli operatori se ne accorgono viene segnalato alle forze dell’ordine».

E chi resta fuori durante la notte? «Lo fa per scelta – evidenza Di Lenardo – oppure perché non ha diritto di entrare nei centri di accoglienza». Questo vale, quindi, anche i quattro migranti accampati al parcheggio Moretti. Resta il fatto che le istituzioni locali non riescono a far fronte a quest'emergenza in maniera adeguata. 

I migranti accampati nel parcheggio Moretti

I migranti accampati nel parcheggio Moretti (© Diario di Udine )