Sarà un udinese?

La Lega Fvg a caccia di un presidente

Tra veti, ripicche e gelosie, il movimento non è ancora riuscito a sostituire il compianto Fulvio Follegot. Le gatte da pelare, per il segretario Fedriga, non mancano.

La Lega del Fvg a caccia di un presidete (© Diario di Udine)

UDINE - La Lega Nord è ancora orfana del presidente del partito. Fatica cioè a sostituire il compianto Fulvio Follegot. In realtà, il segretario regionale, Massimiliano Fedriga, aveva convocato lo scorso 4 luglio il direttivo per l’elezione. Ma la serata non ha dato frutti. Fumata nera, insomma.

Sfumata la nomina di Franz?
La carica spetta a un udinese per le solite alchimie politiche che devono tenere conto di equilibri territoriali. Fedriga, triestino doc, sa che senza i voti del Friuli non va da nessuna parte. Quel 4 di luglio lui avrebbe puntato  su Maurizio Franz, già presidente del Consiglio, ma soprattutto padano mai sopra le righe dal carattere mite e dall’alto profilo professionale. Ah, Franz è di Udine. Insomma, sarebbe stato l’uomo giusto al posto giusto. La serata del direttivo ha preso però un’altra piega, palesando un clima da tutti contro tutti che sottolinea le difficoltà della Lega friulana a fare squadra e a rapportarsi con la base e il territorio. Il dato sul calo del numero degli amministratori locali del Carroccio parla da sé.

I veti e i contro-veti interni al movimento
La ‘fortezza’ leghista che fa riferimento a Mereto e che ha in Eros Cisilino il nuovo ‘guru’ dopo l’addio alle armi di Violino, aveva scommesso invece – auspice anche il segretario provinciale Daniele Moschioni – su Alberto Budai, assessore al Comune di Gonars, il re della polentaccia padana di provenienza rurale. La stessa di Leonardo Barberio, ambizioso assessore provinciale che molti giudicano ormai pronto al salto nel 2018 con destinazione Trieste. Ma nella Collinare, che non è certo la Bassa, vige – come si accennava – la logica dei veti incrociati. Quelli che hanno stoppato alla possibile carica di presidente Graziano Pizzimenti, ex sindaco di Marano. Contro di lui sarebbe partito il fuoco di sbarramento Cisilino-Moschioni. E a proposito di veti, da annotare anche quello della consigliera Barbara Zilli sul tarvisiano Stefano Mazzolini.

Bordin potrà essere l’outsider?
Così, è spuntato il nome di mediazione, quello che potrebbe mettere d’accordo tutti: Mauro Bordin, già sindaco di Palazzolo pure desideroso di sbarcare a Trieste. Ma la vicenda si complica perché in realtà Bordin più che alla presidenza è interessato a sostituire Moschioni alla segreteria provinciale come trampolino di lancio per le regionali. Insomma, tutti contro tutti nella logica politica che antepone gli interessi personali a quelli del partito. Fedriga lo sa. E  potrebbe perdere la pazienza orientando il suo interesse sul Pordenonese…