Necessario un cambio di rotta

Parchi e riserve naturali: cambia la legge

La riforma proporrà un nuovo modello di governance della rete ecologica regionale che gestirà in maniera unitaria la conservazione e valorizzazione del patrimonio naturale. La Regione manterrà i compiti di programmazione, coordinamento, indirizzo e controllo della rete ecologica del Friuli Venezia Giulia.

Uno scorcio del Parco delle Prealpi Giulie (© Diario di Udine)

UDINE - «Parchi e riserve naturali, così come l'intero sistema della biodiversità, avranno un ruolo pregnante nella trasmissione della cultura ecologica e saranno promossi con una visione innovativa della loro funzione anche in chiave didattica». Lo afferma l'assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Mariagrazia Santoro commentando l'approvazione, da parte della giunta regionale, dell'indice del disegno di legge su ‘Disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversità e della rete ecologica regionale’.

«Si tratta di fatto della riforma del settore - prosegue Santoro - che si propone di coordinare in un unico testo le fonti normative regionali (cinque diverse leggi tra il 1996 e il 2008) che hanno consentito fino a oggi l'istituzione e il consolidamento di un articolato sistema di protezione regionale della biodiversità».
L'assessore sottolinea come «il percorso per giungere alla nuova normativa sia stato un percorso partecipato che ha messo a confronto presidenti e direttori degli enti parco, organi gestori delle riserve naturali regionali e statali, Regione e enti regionali, Anci. Dagli incontri avuti è emersa la necessità di esaltare il compito dei parchi, curando in particolare gli aspetti relativi alla conservazione culturale dei saperi e delle genti, del comunicare e dell'educare».

La legge proporrà un nuovo modello di governance della rete ecologica regionale che gestirà in maniera unitaria la conservazione e valorizzazione del patrimonio naturale. La Regione manterrà i compiti di programmazione, coordinamento, indirizzo e controllo della rete ecologica del Friuli Venezia Giulia.
Presso la Regione saranno operativi il Comitato tecnico per la Rete ecologica regionale, chiamato a esprimere pareri sugli strumenti di gestione delle aree protette, e l'Osservatorio regionale per la biodiversità con il compito anche di raccogliere e aggiornare le informazioni della Banca dati della biodiversità.
La nuova normativa assegnerà un ruolo centrale alla promozione, formazione, ricerca e tutela delle aree naturali protette, supportata con contributi e indennizzi.

In Friuli Venezia Giulia sono presenti due parchi regionali (Dolomiti Friulane e Prealpi Giulie), 12 riserve naturali regionali (Forra del Cellina; Lago di Cornino; Valle Canal Novo; Foci dello Stella; Valle Cavanata; Foce dell'Isonzo; Laghi di Doberdò e Pietrarossa; Falesie di Duino; Monte Lanaro; Monte Orsario; Val Rosandra; Val Alba), 30 biotopi, 15 Aria-Area di rilevante interesse ambientale, 1 area di reperimento, 63 siti della rete Natura 2000 che interessa complessivamente il 19% della superficie regionale.
Sono inoltre presenti due riserve naturali statali (Cucco e Rio Bianco di Malborghetto), un'area marina protetta statale (Miramare), tre aree umide di importanza internazionale (coincidenti con le Riserve Foci dello Stella, Val Cavanata, Foce dell'Isonzo), uno dei 9 sistemi che compongono il sito patrimonio mondiale UNESCO delle Dolomiti (Parco delle Dolomiti friulane), una riserva MAB-Man and biosphere UNESCO (costiera triestina presso Miramare).