Nella seduta del 23 agosto della giunta comunale

Polizia locale: approvato il nuovo regolamento

Il testo passerà ora al vaglio del Consiglio

Nuovo regolamento per la Polizia locale di Udine (© Diario di Udine)

UDINE - «Di fronte ai dati presentati dalla questura, secondo la quale non siamo di fronte a una situazione di emergenza, abbiamo preferito adottare strumenti normativi di tipo strutturale, non di urgenza, che non sarebbero giustificabili, per permettere alle forze di polizia di poter contrastare condizioni degradanti quali l'ubriachezza, la prostituzione, le risse, l'accattonaggio, le molestie e il disturbo alla quiete pubblica». Il sindaco di Udine, Furio Honsell, motiva così le norme di tutela della sicurezza urbana contenute nel nuovo regolamento di polizia locale, approvato nella seduta di giunta del 23 agosto, e pronto ora a passare al vaglio del Consiglio comunale. «Più che vietare, le nuove disposizioni regolamentano, nel rispetto delle leggi statali e regionali, una serie di situazioni e comportamenti che rischiano altrimenti di sfociare in degrado vero e proprio – spiega il primo cittadino –. In questo senso l'idea è quella di prevenire condotte che se non vengono fermate appena si manifestano possono generare pericolo per l'incolumità delle persone, molestia e disturbo. Si tratta comunque di una bozza che potrà essere emendata in Consiglio comunale».

Abuso di alcolici
Tra i problemi più critici segnalati dalla questura spicca l'abuso di alcol. Proprio per questo l'articolo 6 del regolamento vieta a chiunque «sia in stato di ubriachezza – si legge nel documento –, di frequentare luoghi di ritrovo pubblici o aperti al pubblico o strade particolarmente affollate, al fine di evitare alterchi o situazioni di conflitto che possano cagionare pericolo per l’incolumità dei medesimi e degli altri avventori e passanti». Per chi viola questa norma il regolamento comunale prevede una sanzione amministrativa da 50 a 300 euro. Il dispositivo prevede in questo caso anche una stretta collaborazione con i gestori dei locali pubblici, che di fronte a individui o gruppi che causano disturbi, disagi o pericoli con il loro comportamento, «hanno l’obbligo di porre in essere tutte le cautele e le attività possibili atte a scoraggiare tali comportamenti, facendo opera di persuasione attraverso personale appositamente adibito». In questo caso di fronte a una violazione rilevata è prevista, oltre a una sanzione amministrativa da 100 a 600 euro, anche la possibilità che il sindaco possa ridurre, per un periodo di tempo determinato, l'orario di apertura di singoli locali o di intere zone. In caso di persistenza di fenomeni di disagio il primo cittadino potrà inoltre sospendere o revocare autorizzazioni o altri titoli posseduti per l'esercizio dell'attività.

Igiene pubblica
Delle norme di tutela dell'igiene pubblica e del decoro urbano fa parte poi l'articolo 7, che non permette di «sedersi o sdraiarsi per terra recando intralcio, disturbo o pericolo ai pedoni, compiere atti contrari alla pubblica decenza, o che possano recare molestia o provocare disgusto, espletare le proprie funzioni fisiologiche fuori dai luoghi a ciò destinati, praticare attività di qualsiasi genere in modo tale che possano creare disturbo alla circolazione, anche pedonale». Sempre per combattere eventuali fenomeni di degrado in città il dispositivo vieta su tutto il territorio comunale l’effettuazione di qualsiasi forma di campeggio, attendamento o bivacco, anche solo con sacco a pelo, fuori dalle aree appositamente attrezzate. In caso di violazioni accertate ai trasgressori può essere comminata una sanzione amministrativa tra 25 e 150 euro. «Riusciremo finalmente a dotare la polizia locale di uno strumento efficace che consentirà ai vigili di intervenire in maniera puntuale e attuale sulle problematiche che affliggono la città – sottolinea l'assessore alle Attività produttive e turistiche, Alessandro Venanzi, che ha seguito direttamente la stesura del regolamento –. Uno strumento che ci permette di fare maggiore chiarezza nelle regole intervenendo su decoro e sicurezza. Per quanto riguarda i temi di più stretta attualità interveniamo in maniera stringente su bivacchi e accattonaggio, in un'ottica di rafforzamento della percezione di un maggiore decoro».

Accattonaggio
Con l'articolo 19 il regolamento vieta l'accattonaggio molesto, definito come la «richiesta di elemosina fatta con modalità insistenti o petulanti o minacciose», con particolare riguardo alle intersezioni stradali, ai parcheggi, alle aree prospicienti gli edifici monumentali e di valore storico architettonico, la stazione ferroviaria, l'ospedale, le case di cura, il distretto sanitario e comunque le strutture sociosanitarie e sanitarie, le aree cimiteriali, gli spazi adibiti a mercato. Il dispositivo vieta inoltre la questua «effettuata in modo tale da interferire con le attività commerciali, con le attività dei pubblici esercizi e di altri luoghi di pubblico servizio». Per questa categoria di violazioni il regolamento prevede una sanzione amministrativa tra i 50 e i 300 euro.