Corpo attivo da 62 anni

Cnsas del Fvg: in cinque anni salvate più di mille persone

Festa per il Soccorso alpino regionale a Chiusaforte: 275 volontari, 9 stazioni alpine, 4 speleologiche e 11 unità cinofile.

Festa per il Soccorso alpino a Chiusaforte (© Diario di Udine)

CHIUSAFORTE – Più di mille interventi nel quinquennio 2011-2015, oltre 1.200 persone tratte in salvo. Sono i numeri del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico del Fvg, protagonista di una serata a Chiusaforte.
Una realtà che dall'inizio dell'anno a oggi, ha effettuato 122 operazioni di soccorso con 153 persone soccorse e con il recupero di 21 salme. L'elicottero è stato impiegato 64 volte, utilizzando in parte il mezzo del 118 e in parte quello della Protezione civile regionale. Per quanto concerne le tipologie di intervento, il 45% dei casi ha riguardato l'ambito dell'escursionismo, seguito dalle ferrate (9%) e dall'alpinismo (7%).

«Un profondo senso di gratitudine va a coloro che offrono il proprio impegno e il proprio tempo per aiutare gli altri, a quelli che sono sui luoghi colpiti dal sisma per prestare soccorso alle popolazioni dell'Italia centrale e a quelli che sono rientrati da poche ore. Ma oltre al ringraziamento c'è l'impegno a fare di più per tutti voi perché ciò che date è a favore della popolazione del Friuli Venezia Giulia». Lo ha affermato il vicepresidente della Regione, Sergio Bolzonello, rivolgendosi ai tanti volontari presenti a Chiusaforte.
Il Cnsas del Fvg, attivo il regione da 62 anni, è formato da 275 volontari, con nove stazioni alpine (Forni Avoltri, Forni di Sopra, Moggio Udinese, Cave del Predil, della Valcellina, Maniago, Pordenone, Udine, Trieste), quattro di soccorso speleologico (Pordenone, Gorizia, Udine, Trieste) e undici unità cinofile (chiamate a operare ad Amatrice).

Bolzonello ha ribadito l'importanza di continuare a insegnare e a trasmettere i valori insiti nel Corpo nazionale e su questo si è soffermato Roberto Sgobaro, da 45 anni nel Cnsas (30 dei quali passati da capo stazione) che ha voluto diffondere al nuovo direttivo del soccorso, ai capi stazione, a tutti i soccorritori del Fvg il messaggio «di portare avanti con convinzione e altruismo l'operato di questo Corpo che si distingue come un Corpo speciale non professionista ma altamente professionale».