Il 27 agosto

A Terenzano che giorno è? Garbo Live

Mi (ci) ha dato qualcosa in più, non è stata solo un'esibizione la sua. E' stata un'esperienza di Vita, una condivisione.

Garbo durante il suo concerto a Terenzano (Udine) (© Diario di Udine)

TERENZANO«Non rilascio interviste, io faccio una chiaccherata». Esordisce così Garbo, al secolo Renato Abate, avvicinato dal sottoscritto in un afoso pomeriggio in quel di Terenzano a la «Fieste dal Pais» qualche ora prima del suo concerto.

Il re della new-wave italiana
Così non nascondo una certa emozione per il re della new-wave italiana degli 80's, esplicitando subito quante volte mi sia rispecchiato negli eroi delle sue canzoni, i quali si portano dentro un paradosso della modernità: nascere eroi romantici per morire eroi decadenti. Piccoli grandi Gatsby lievemente sintetici che ti entrano dentro e non ti lasciano più. Con Garbo discorriamo di alcune sue canzoni, tra cui 'Vent'anni' dallo stridente (quanto voluto) contrasto tra una musica leggera ed euforica e un testo che parla di morire proprio a vent'anni, nel fiore della giovinezza.

Uno sciamano musicale
Successivamente mi spiega che non ha dipinto (dipingere, fotografare, mai verbi più adatti per la sua musica) l'immaginario collettivo di una generazione, ma uno stato d'animo, un modo di vivere. I suoi testi sono sempre stati volutamente atemporali e sprovincializzando il suono italiano di tradizione sanremese è arrivato ai giorni nostri influenzando moltitudini di musicisti. La disponibilità e la semplicità che hanno solo i grandi - quando gli dico che lui ha scritto un qualcosa che era già dentro la mia anima, ed in questo (sempre come i grandi) è un tramite, quasi uno sciamano musicale. Il suo «mi stai dicendo una cosa bellissima» è di un candore unico.

Emozione
L'incorruttibilità che paga a lungo termine, sarebbe il titolo del capitolo che parla del suo rapporto con reality e talent show: invitato ovunque si è sempre rifiutato di partecipare a baracconi di spazzatura televisiva nonostante i lauti compensi. A questo punto gli chiedo «come si fa a resistere? Come si fa a regnare sulle cose che cambiano (citando uno storico brano che eseguirà nei bis)?" Anche qui, con grande schiettezza: «dicendo di no, standone fuori. Ed è per questo che posso guardarti ora negli occhi senza aver nulla da nascondere. Ed è per questo che quando ascolto Radioclima mi emoziono a distanza di trent'anni, aggiungo io».

Massi Boscarol con l'autografo di Garbo

Massi Boscarol con l'autografo di Garbo (© Diario di Udine)

Arte pura
Ho conosciuto Garbo tramite il suo primo singolo "A Berlino va bene... a Berlino che giorno è...", anche qui una fotografia di questa città che ti lega anche se non la ami, proprio in quanto simbolo. Con estrema nonchalance mi spiega che scrisse tale canzone senza esser... mai stato a Berlino! Rimango di stucco, allibito. Altro che sciamano o preveggente. Arte, Arte pura. E con la A maiuscola. Neanche a dire che risulterà uno dei brani più applauditi del concerto. 

Il concerto
Luca Urbani, con il quale ha firmato l'ultimo lavoro discografico dopo un sodalizio di oltre quindici anni, mi passa la scaletta del concerto. Noto subito che chiuderanno con 'Stella Nera', una perla a mio avviso. 'Dark Star' è l'ultimo album di Bowie, artista al quale è sempre stato paragonato. Non posso che chiedergli se è un omaggio. La risposta dal musicista ha ancora del visionario, del preveggente, ma è tutta verità, tutta vita vissuta : «ho composto questo brano quarant'anni fa e ho deciso di pubblicarlo appena lo scorso anno. Qualche mese dopo ho sentito i demo dell'ultimo lavoro di David Bowie e mi ha colpito l'oscurità dello stesso; mi sono chiesto dove stesse andando. Qualche giorno dopo la notizia della sua morte». La strofa che la conclude 'vorrei essere una stella nera in questo cielo blu' mi fa tornare alla mente la citazione di Oscar Wilde che il massimo della vita sarebbe essere di un'eleganza sfacciata e passare inosservati. Wilde-Bowie-Garbo: il cerchio è completo. Chiuderà il concerto con dedica allo «zio David», come lo definisce, per una commozione nel parterre da lacrime agli occhi. A fine concerto Renato (ormai per gli amici) è prodigo di consigli, battute, simpatia. Autografi a go-go come quello sulla camicia bianca con jabod del sottoscritto, che tra qualche decennio verrà battuta da Christie's per qualche milione di Sterline. Ho visto circa 200 concerti di grandi artisti in vita mia. Ma emozioni così forti le conto sulle dita di mezza mano. Non mi era mai capitato di ringraziare un artista per la sua performance, in fondo è il suo lavoro, è pagato per questo. Ma Garbo mi (ci) ha dato qualcosa in più, non è stata solo un'esibizione la sua. E' stata un'esperienza di Vita, una condivisione. Si, davvero - grazie - con molto Garbo.