Lo spaccato demografico

Alto Friuli: in cinque anni persi 3 mila residenti, 13 mila in trent’anni

La periodica analisi demografica della Cisl Alto Friuli aggiorna il quadro: in controtendenza solo 5 comuni su 63. Se ne vanno anche gli stranieri

Diminuisce ancora la popolazione dell'Alto Friuli (© Diario di Udine)

TOLMEZZO - La periodica analisi demografica della Cisl Alto Friuli aggiorna il quadro: persi nell’ultimo quinquennio  2.709 abitanti; in controtendenza solo 5 comuni su 63. Valgono l’11,2% della popolazione regionale, ma allo stesso tempo occupano il 36,8% della sua superficie.
Complessivamente per quanto riguarda il comprensorio di riferimento della Cisl Alto Friuli, composto da 63 comuni compresi tra Carnia, Tarvisiano, Gemonese, Collinare e Tarcentino, al 31 dicembre 2015, i residenti sono 136.453; 2.709 in meno rispetto al censimento 2011 (-1,9%); 4.867 in meno rispetto al 2001 (-3,4%); 8.496 rispetto al 1991 (-5,9%) e ben 13.115 rispetto al 1981 (-8,8%).

A subire le perdite maggiori in termini percentuali negli ultimi cinque anni sono stati i comuni di Ligosullo (-17,1%), Rigolato (-10%) e Raveo (-9,7%); chi invece, in controtendenza, ha guadagnato residenti sono i comuni di Cassacco (+0,5%), Artegna (+0,8%), Villa Santina (0,9%), Fagagna (+1,9%) e Moruzzo (+2,3%).
Per quanto riguarda le città mandamentali, nel periodo 2011-2015 perdono quota Tarvisio (-5,3%, -119 abitanti), Gemona del Friuli (-1,5%, -172), Tolmezzo (-1,1%, -116), Tarcento (-1%, -89) San Daniele del Friuli (0,5%, -55).
Allargando il range delle variazioni al censimento 2001, gli estremi rimangono intatti ma dati si fanno più significativi: Ligosullo in 15 anni ha perso il 40,5% dei suoi abitanti, Moruzzo li ha incrementati del 13,2%. Tra coloro che ci hanno perso molto figurano ancora Dogna, Rigolato, Forni Avoltri, Resia mentre hanno incrementato la loro popolazione comuni come Amaro, Rive d’Arcano, Fagagna, Tarcento, San Vito di Fagagna.

I vari trend di crescita o calo demografico all’interno del comprensorio si riescono ad inquadrare naturalmente meglio aggregando i comuni per ambiti omogenei: il territorio della Val Canale-Canal del Ferro e Gemonese è sceso dai 38.239 abitanti del 1981 agli attuali 33.034 (-13,6%); la Carnia presenta un conto ancor più pesante, da 46.129 è scesa a 37.351 abitanti (-19%), il Tarcentino ha limitato i danni, da 18.764 è sceso a 18.305 abitanti mentre il Sandanielese ha guadagnato poco più di un migliaio di residenti (da 46.436 a 47.763 abitanti, +2,9%), anche se accorciando il range all’ultimo quinquennio, si inizia ad intravedere una decrescita pure in questo territorio (-447 i residenti persi dal 2011 ad oggi tra le colline friulane).
I 63 comuni del comprensorio Cisl Alto Friuli valgono l’11,2% della popolazione regionale ma allo stesso tempo occupano il 36,8% della sua superficie, con una densità quindi pari a 47,2 abitanti per kmq, contro la media regionale di 155,4. Una densità che a livello di singoli comuni trova i suoi opposti tra Magnano in Riviera, 274,5 abitanti per kmq e Dogna, appena 2,5 per kmq.

Solitamente, dinanzi ad un lento ed inesorabile spopolamento di un territorio, se la natalità non dà una mano, ci si affida agli stranieri per risollevarne le sorti. In parte è stato così sino a fine 2014, quando il numero della popolazione straniera residente in Alto Friuli era salita sino a 6.488 unità, dalle 4.250 registrate nel 2006. Ma anche in questo caso nell’ultimo anno si è assistito ad una inversione di tendenza, al 31 dicembre 2015 gli stranieri sono ridiscesi a quota 6.374, in percentuale il 4.7% del totale del comprensorio (sono il 7,5% in provincia di Udine, l’8,6% in Fvg)
Anche in questo caso interessante vedere gli estremi: c’è la sorpresa di Taipana dove gli stranieri valgono il 9,6% del totale (sono 61 su 636), quindi Coseano (7,7%), Osoppo (7,5%), San Daniele del Friuli (7,3%), Tarcento (6,8%). Non ne conta nemmeno uno invece Ligosullo; 2 quelli invece residenti a Dogna.