'Se pagano - dice il titolare - chiedo scusa e ritiro la denuncia

Mangiano in 70 ed escono senza pagare. 'Colpo' da oltre 4 mila euro

Il fatto è avvenuto un mese fa presso la trattoria 'All'Autocentro' di via Lumignacco a Udine. Protagonista dell'accaduto una famiglia rom che venerdì mattina ha chiamato la moglie del titolare dicendo di essere intenzionata a saldare il conto

Il locale preso di mira dalla famiglia Rom (© Diario di Udine)

UDINE - Festeggiano il 16imo compleanno della figlia ma non pagano il conto. Un genetliaco organizzato ‘nei minimi particolari’ quello celebrato alla pizzeria trattoria Autocentro di via Lumignacco, a Udine. Un vero e proprio colpo che sa tanto di beffa. Come per i matrimoni, infatti, il menù, pattuito al prezzo di 60 euro cadauno, qualche giorno prima era stato anche messo alla prova dalla famiglia rom, cliente abituale del locale, senza alcun acconto. Forse un segnale premonitore che doveva già mettere in guardia il titolare dell'esercizio, tratto in inganno dalle promesse del capofamiglia che, in stato d'ebbrezza, garantiva che il saldo sarebbe avvenuto a festa conclusa.

E così nel pomeriggio dell'otto agosto inizia il ricevimento degli oltre 60 ospiti (una decina si solo aggiunti a serata in corso) e l'assaggio del mega menù preparato per l'occasione. Dalla carne al pesce, dal primo all'immancabile torta finale. Una vera e propria abbuffata, iniziata alle 17 e conclusasi poco dopo l'una di notte. Il tutto condito da fiumi di birra, whisky, cola e amari. Poi, al momento del conto (4.233 euro), la classica scusa dei soldi portati via accidentalmente dalla moglie, rincasata anzitempo con la promessa, mai mantenuta, di ripassare il giorno seguente.

Grissa Annes, titolare da circa quattro mesi della trattoria, ha così sporto denuncia ai Carabinieri ma al Diario di Udine ha spiegato che è pronto a ritirarla qualora la famiglia decidesse di pagare quanto consumato: «Se loro vengono a pagare io posso anche scrivere due righe di scuse e ritirare la denuncia- ci spiega.- Da me possono entrare tutti, l'importante è comportarsi bene. Io li conoscevo, mi sono fidato di loro per questo motivo. Certo che se loro mi pagano, ritiro tutto. Delle denunce non si mangia e non si vive. Questa mattina, appena letto l'articolo pubblicato sul Messaggero Veneto, hanno chiamato mia moglie dicendo che sarebbero passati a sistemare i conti. Speriamo bene».