La testimonianza

Coppia friulana accampata sul Cormor: la verità di chi li ha accolti

Giancarlo Arassi è l’imprenditore agricolo che porta avanti il ranch ‘Casa Rossa’, a Varinella di Arquata Scrivia. L'uomo ha raccontato la sua versione dei fatti, respingendo ogni accusa

La coppia di friulani è tornata al Cormor (© Diario di Udine)

UDINE - «Se c’è qualcuno che si è comportato male in questa vicenda, non sono certamente io, ma loro». Giancarlo Arassi è l’imprenditore agricolo che porta avanti il ranch ‘Casa Rossa’, a Varinella di Arquata Scrivia. E’ stato lui ad aver dato ospitalità e un lavoro a Guido Bagioli e Antonella Passone, la coppia friulana accampata sulle rive del Cormor. Arassi ha letto gli articoli del Diario di Udine contenenti le accuse nei suoi confronti, e per questo ha voluto dire la sua.

«Sono scappati come i ladri alle 3 di notte, senza né salutare né ringraziare. Se una persona è tranquilla con sé stessa non si comporta in questo modo». Comincia così il racconto di Arassi, che vuole subito mettere in chiaro due cose: «Non ho trattato male Guido e Antonella e soprattutto non ho danneggiato la loro auto. Anzi, se i due continueranno a sostenerlo sarò costretto a denunciarli per difendere la mia reputazione».
E’ amareggiato Giancarlo Arassi per come è finita la vicenda. «Erano liberi di andare e venire, avevano le chiavi di casa. Addirittura da gennaio gli avevo proposto di diventare soci della cooperativa per portare avanti la fattoria. Guido è davvero un gran lavoratore e mi dispiace se ne sia andato. Per Antonella, invece, il discorso è diverso: voleva fare la ‘padrona’ in casa d’altri, non sa comportarsi in mezzo alla gente e si è dimostrata molte volte maleducata e sopra le righe».

Proprio questi comportamenti ‘sopra le righe’ hanno spinto più volte Arassi a rimproverare Antonella, specie quando le sue esternazioni ‘colorite’ avvenivano davanti ai clienti. «Non potevo fare finta di nulla: ho un’attività da portare avanti e devo salvaguardare il mio nome davanti ai clienti». Poi un giorno, all’improvviso, la fuga. «Guido mi aveva detto che la figlia avrebbe voluto averlo più vicino a casa. Ma non aveva manifestato l’intenzione di tornare in Friuli. Poi una notte, verso le 3 del mattino, ho sentito l’auto che veniva messa in moto e che si allontanava dalla fattoria. Ripeto – conclude Arassi – mi dispiace aver perso un lavoratore come Guido, che secondo me sarebbe rimasto volentieri qui, anche perché aveva già comprato alcuni animali da allevare. Evidentemente il volere di Antonella ha prevalso».