L'appello

Adeguamento antisismico delle scuole: servirebbero 350 milioni di euro

E’ l’importo stimato dalla Provincia di Udine per l’adeguamento ai fini antisismici di tutte le scuole del Fvg di ogni ordine e grado. Le parole dell'assessore Teghil

La Provincia ha chiesto al governo fondi per la messa in sicurezza delle scuole (© Diario di Udine)

UDINE – 350 milioni di euro. E’ l’importo stimato dalla Provincia di Udine per l’adeguamento ai fini antisismici di tutte le scuole del Fvg di ogni ordine e grado.
«Non appaiono fragilità particolari nei nostri edifici scolastici o, al momento, situazioni tali da compromettere l’agibilità statica che permane dall’epoca di costruzione, precedente, in vari casi, al ’76. Ma vista l’elevata sismicità del nostro territorio, è necessario che il Governo Renzi si faccia carico di finanziare un progetto di check-up specifico su ogni edificio, in particolare quelli situati a Udine dove si concentra la maggior parte degli studenti (14 mila circa nel prossimo anno scolastico). Verifica indispensabile per certificare, con prove tecniche, lo stato attuale dei fabbricati anche in relazione ai parametri introdotti dalla normativa del 2008 e per sostenere gli eventuali interventi di messa in sicurezza conseguenti ai controlli». E’ l’assessore provinciale Carlo Teghil, basandosi sulle indicazioni del servizio edilizia dell’Ente che segue gli edifici dal punto di vista della manutenzione, a chiarire la condizione delle scuole superiori gestite dalla Provincia di Udine

Quanto alle condizioni del patrimonio edilizio scolastico, Teghil precisa che «c’è una classe di fabbricati pre-sisma del ’76 che ha superato le scosse senza particolari problemi, edifici che sono stati e continuano a essere oggetto di interventi di manutenzione ma non di tipo strutturale.  Ci sono, poi, stabili costruiti dopo il terremoto del Friuli con i criteri antisismici conseguenti quel disastroso evento, seguendo i principi che hanno dettato tutta la nostra ricostruzione post terremoto. Vi sono, quindi, strutture ancora più recenti e nuove. Non si dispone però – prosegue Teghil - di una mappatura puntuale, edificio per edificio, in relazione alla normativa del 2008. Per definire preliminarmente lo stato di ogni fabbricato a ulteriore garanzia della sua tenuta antisismica e per sostenere gli eventuali adeguamenti, servono fondi e molti».

Teghil aggiunge: «Abbiamo ricevuto pochissimi fondi a supporto delle verifiche strutturali sismiche e il patto di stabilità ci ha impedito di utilizzarli. Di scarsa entità anche i finanziamenti per quanto riguarda il contenimento energetico, le manutenzioni straordinarie, l’impiantistica. Ciò nonostante l’impegno della Provincia anche con fondi propri, è stato massimo per garantire agli studenti la migliore e sicura fruibilità degli spazi scolastici: su questi argomenti bisogna essere concreti perché il terremoto è una realtà storicamente presente in Friuli».