La ricorrenza

11 settembre: 40 anni fa le scosse che misero in ginocchio il Friuli

Dopo la distruzione del 6 maggio, a settembre il terremoto tornò in regione, convincendo molti cittadini a lasciare la propria terra.

Un'immagine del terremoto del 1976 (© Diario di Udine)

UDINE – Lo scorso 6 maggio abbiamo dato ampio spazio al 40ennale del terremoto del 1976. Una ricorrenza celebrata tra Venzone, Gemona e Udine anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

L’11 settembre è un’altra data da non dimenticare per il Friuli. Proprio 40 anni fa ci fu la seconda scossa di terremoto che diede la mazzata finale a un popolo già in ginocchio. Un vero e proprio ritorno all'incubo vissuto solamente qualche mese prima. Per molti fu un vero e proprio choc e in molti decisero di trasferirsi altrove, da parenti fuori regione per chi li aveva, o negli alberghi messi a disposizione.
Questo il ricordo di una nostra lettrice di Palmanova: «Preparammo alla svelta i bagagli per un viaggio non previsto. Non fummo i soli. Ci fu un vero e proprio esodo. L'autostrada in direzione Venezia era intasata da auto di tutti i tipi che si allontanavano dal Friuli. Una scena biblica che non potrò mai dimenticare».

La prima scossa di settembre arrivò alle 18.31, la seconda alle 18.40. La prima con una magnitudo di 5.8 della scala Richter, la seconda di 5.6, entrambe con epicentro individuato fra Gemona del Friuli e Venzone. Quattro giorni dopo, il 15 settembre, altre 2 scosse. A 40 anni di distanza, accanto al ricordo, a tenere banco è la capacità dei friulani di rialzarsi e di ricostruire. Un modello che ancora oggi fa scuola.