Annunciati 110 licenziamenti

Incontro a Roma per Hypo Bank: si cercano soluzioni

«Stigmatizziamo l'atteggiamento del Governo austriaco - ha detto Serracchiani - che è parso fin dal primo momento totalmente disinteressato»

Il vertice su Hypo a Roma (© Regione Friuli Venezia Giulia)

UDINE - «E' stato un incontro difficile anche perché l'azienda si è presentata con una decisione già presa, avendo ceduto sette sportelli e l'intero pacchetto mutui alla Banca Valsabbina, un fatto che crea un enorme problema nel momento in cui si tentava di capire se c'erano le condizioni di mettere a mercato tutti gli asset bancari. Dall'Austria non ci attendiamo questo comportamento ma spiegazioni e soluzioni».
Lo ha affermato lunedì a Roma la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, a margine del tavolo convocato dall'Unità per la Gestione delle vertenze delle Imprese in crisi presso il ministero dello Sviluppo economico (Mise) per trattare la situazione della Hypo Alpe-Adria Bank, dopo che i vertici dell'istituto hanno avviato la procedura di licenziamento collettivo che dovrebbe colpire 110 dipendenti su 280.

Chi c'era a Roma
Alla riunione, coordinata dal responsabile dell'Unità Giampietro Castano, erano presenti rappresentanti delle Regioni Lombardia e Veneto, del ministero degli Affari esteri, del ministero dell'Economia e Finanze, un membro della Rappresentanza italiana alla Commissione europea e il sindaco del Comune di Tavagnacco, sede del centro direzionale della banca, Gianluca Maiarelli. In apertura, a fronte del rammarico espresso da Castano per una decisione dell'azienda presa immediatamente prima della riunione del tavolo, il direttore generale di Hypo Bank Italia, Maurizio Valfrè, ha parlato di «coincidenza temporale dovuta all'acquisizione delle filiali» da parte della banca Valsabbina, ribadendo altresì che gli ultimi eventi «non pregiudicano altre opzioni qualora l'azionista lo indicasse».
Con il contributo della Rappresentanza, è stata anche riesaminata la decisione della Commissione del 2013, che Hypo Bank aveva sempre addotto come impedimento alla vendita dell'intera realtà finanziaria. «Per la Commissione - è stato sottolineato - è sempre possibile una soluzione di mercato, qualora vi sia un investitore che massimizzi il valore di ciò che rimane. I cittadini austriaci hanno subito un danno dalla gestione passata di Hypo Bank e quanto contribuisce a risarcirli è positivo». In sostanza «non c'era l'imposizione della Commissione a vendere a lotti».

La Regione contro l'atteggiamento della proprietà
«Stigmatizziamo l'atteggiamento del Governo austriaco - ha detto Serracchiani - che è parso fin dal primo momento totalmente disinteressato a qualunque soluzione che potesse impedire questo spacchettamento e che consentisse non soltanto la salvaguardia dell'occupazione ma anche evidentemente di un asset importante per diverse Regioni italiane, e nonostante l'interesse manifestato dai più alti livelli istituzionali del Governo italiano. Noi auspichiamo che la Banca d'Italia e il Governo italiano insistano nel pretendere non solo una spiegazione ma anche una soluzione diversa di questa vicenda».
Nel corso della discussione, Serracchiani ha anche ricordato l'atteggiamento propositivo della Regione Friuli Venezia Giulia nei confronti della banca, cui Insiel spa aveva offerto di prendere in affitto il palazzo direzionale di Tavagnacco, sul cui destino pesano ampie incognite. Offerta che, ha puntualizzato, è rimasta senza risposta. Per Serracchiani «si ha l'impressione di assistere a una lenta spoliazione, per cui viene dato via quello che è buono mentre quello che resta, compresi ahimè i dipendenti, viene abbandonato».

Si cercano ancora soluzioni
Rimarcando che bisognava capire se c'erano le condizioni di mettere a mercato tutti gli asset bancari, Serracchiani ha riferito che la Regione Friuli Venezia Giulia ha chiesto di poter far parte di tutti i tavoli di trattativa che continueranno a tenersi, sia quelli di tipo industriale, sia quelli che aprono le procedure sindacali.
«Mentre entriamo in una fase, quella dei 75 giorni dell'avvio della procedura nella quale può accadere di tutto», Serracchiani ha auspicato «che si possano ancora risolvere dei problemi, che possa quindi diminuire il numero degli esuberi o che si trovino altre soluzioni di mercato, ma siamo consapevoli di essere stati messi in una condizione di difficoltà dalla cessione di un intero pacchetto di mutui».