Nuovi scenari in vista del 2018

Parisi prova a rifondare il centrodestra: ecco chi ci sarà del Fvg

Non sarà della partita (la due giorno di convention a Milano) il coordinatore Savino, ma Forza Italia sarà ben rappresentata con Riccardi, Blasoni e Ziberna. Ci sarà Bini e anche Colautti

Stefano Parisi (© stefanoparisi.it)

UDINE - Per curiosità. Per interesse. Per desiderio di esserci. Per tentare di riciclarsi. Ma anche per tornare a sognare. Sono tanti i motivi per partecipare all’odierna convention ‘Energie per l’Italia’, promossa da Stefano Parisi, che sta tentando un nuovo rassemblement della galassia di centro destra. Silvio Berlusconi ha chiesto espressamente ai big del partito – molti dei quali sono già in contrasto con Parisi – di non partecipare. Proprio per questa Sandra Savino, coordinatrice regionale di Fi, non dovrebbe esserci.

Ci saranno Riccardi e Bini, non Tondo
Hanno invece assicurato la loro presenza altri nomi di spicco degli azzurri regionali come Riccardo Riccardi, Massimo Blasoni, Rodolfo Ziberna, Diego Novelli e il coordinatore provinciale dei forzisti udinesi, Mario Anzit. Sono arrivati anche Alessandro Colautti e Paolo Rovis, mentre Paride Cargnelutti ha accettato il suggerimento del Cavaliere, ma al suo posto ci sarà il big Maurizio Lupi. Pesa, invece, l’assenza di Renzo Tondo, che si era avvicinato a Passera e che giorno dopo giorno, nonostante affermi di voler spingere Sergio Bini alla candidatura per la Regione, sta autoconvincendosi a riprovarci lui stesso. Bini ovviamente c’è. Il presidente della Euro&Promos, che ha fondato l’associazione ‘Progetto Fvg’ con lo scopo di trainargli la corsa alla Regione,  è arrivato a Milano accompagnato dall’ormai inseparabile Mirco Mastrorosa, il quale, nel progetto biniano, ha il compito di fare da passe-partout rispetto a ‘potenti’ o presunti tali.

L'Ncd vicino al progetto Parisi
Le prime impressione (ma da sabato ne sapremo di più) è che la reazione dell’Ncd sia più entusiastica di quella di molti azzurri e che l’ambizione di Parisi sia quella di un centrodestra che apre al centro e quindi anche al ‘figliol prodigo’ ministro dell’Interno e alle civiche. La reazione leghista arriverà dal raduno di Pontida. Parisi è comunque consapevole che un centro destra a traino leghista è destinato a sconfitte sicure, ma è anche certo che senza la Lega il centro destra non ha mai vinto. La questione è dirimente anche in prospettiva delle regionali del 2018. Dove, per ora i candidati possibili sono Massimiliano Fedriga (che non vede l’ora di defilarsi con buona pace di Salvini che lo sponsorizza),  Sergio Bini, che punta dritto a fare proseliti tra il mondo delle professioni ma che dovrà guardarsi alle spalle dai tanti (troppi…) che fingono di incoraggiarlo, Riccardo Riccardi alle prese con un ‘voglio ma non posso’ dettato dal suo spigoloso carattere, Pietro Fontanini che preferirebbe lo scranno di Trieste a quello di palazzo d’Aronco  e – come detto – Tondo, che ci spera ancora nonostante i suoi proclami secondo cui bisognerebbe fare largo a volti nuovi.

La geografia del centrodestra destinata a mutare? 
Se il progetto di Parisi – che ha in Simone Bressan uno dei suoi bracci operativi più importanti a livello nazionale – dovesse avere seguito, anche la geografia del centro destra regionale è destinata a profonde mutazioni. E in questo contesto la possibile corsa verso Trieste di Bini potrebbe avere altre chances. Ma attenzione perché all’orizzonte ci sono imminenti novità, con nuovi outsider di peso pronti a fiutare l’attimo. Ma di questo ne riparleremo in seguito.